sabato 2 aprile 2011

Cavani dedica pronta!

Napoli, una città che lo ha accolto con grande calore e dove Cavani ha deciso di far nascere il suo primogenito Bautista, cui domani contro la Lazio vorrebbe dedicare un gol: "L’affetto che ti dimostrano i tifosi da queste parti è qualcosa di straordinario. Per certi versi, sembra di essere in Sudamerica". Di conseguenza, Cavani si sente a casa: "Il Signore ha voluto che venissi qui. Dopo il Mondiale, si parlava dell'interessamento di tante squadre importanti per il sottoscritto,ma nel momento in cui ho sentito che mi cercava il Napoli, ho capito immediatamente che questa era la mia destinazione".

Fonte: Gazzetta dello Sport

Le curve chiedono un giro d'onore a Reja

Sarà grande l'emozione per Edy Reja domani, quando imboccherà nuovamente il tunnel degli spogliatoi dello stadio San Paolo. L'ex tecnico azzurro,  farà infatti per la prima volta ritorno in quello che è stato il suo stadio per quattro anni. Prevista un'affettuosa accoglienza  da parte dei tifosi, in particolare quelli delle due curve che, avrebbero chiesto al tecnico goriziano di effettuare un giro d'onore prima della gara.

Fonte: Gazzetta dello Sport

Stasera superderby,il napoli alla finestra

Duelli scelti per ruolo.  (Abbiati-Julio Cesar, Abate-Maicon, Nesta-Ranocchia, Thiago Silva-Chivu, Antonini-Zanetti, Seedorf-Thiago Motta, Gattuso-Cambiasso, Flamini-Stankovic e Boateng-Sneijder) 
adesso passiamo agli attaccanti,
 Il vero duello, trattandosi di Milan e Inter, della prima in classifica contro la seconda, sarebbe stato quello fra Ibrahimovic e Eto’o. Purtroppo (per il Milan e per il calcio), lo svedese si è fatto squalificare per una follìa e il camerunense potrà vedersela solo con Pato. I gol, la pesantezza dei gol, depongono a favore di Eto’o. Il giovane brasiliano per ora può solo sognare la carriera del più anziano bomber africano. Pato segna tanto, ma non quanto il suo avversario. Segna gol decisivi, ma mai come Eto’o. Il gol è un’arte, uno ce l’ha dentro quando nasce, ma quello che il brasiliano dovrebbe imparare dall’interista è il modo di stare in campo. L’anno scorso l’Inter ha vinto tutto anche perchè Eto’o, che ad Appiano portava in dote due Champions vinte (da protagonista) col Barcellona, si è piegato alle esigenze della squadra facendo il terzino e la spalla a Milito. L’Inter non vinceva quella Coppa da mezzo secolo, Eto’o da pochi mesi, eppure non ha esitato a dire di sì a Mourinho. Quest’anno, liberato da quei compiti prima da Benitez e poi da Leonardo, ha già segnato più dello strepitoso Milito della scorsa stagione, a conferma della sua razza di bomber. Quando Pato riempirà il campo con la forza, l’attenzione, l’applicazione e il sacrificio di Eto’o potrà dire di essere finalmente un grande giocatore. Per ora è solo un ottimo cannoniere.

Corrieredellosport

Mazzarri: "Il derby non mi interessa, Lazio avversario temibile. Ci restano otto finali, non dobbiamo sbagliare niente"

Walter Mazzarri parla alla vigilia della sfida con la Lazio: "C’è l’insidia dell’orario. Al San Paolo mai giocato alle 12.30, bisogna provare questa diversità, in una città come questa fa caldo, quindi dobbiamo fare il massimo per esprimerci al nostro livello. E’ una variabile che c’è per entrambe. La Lazio sta disputando un grande campionato, ha dei valori importanti, ha un tipo di atteggiamento tattico particolare, si esprime meglio in trasferta ed è particolarmente temibile". All’andata, Napoli sconfitto: "Gli episodi ci hanno condizionato, facemmo un grande primo tempo, ma abbiamo avuto il torto di non pareggiarla. Mi auguro che siamo cresciuti molto, non concediamo più alla Lazio certe possibilità". L’attesa è davvero molto alta: "Cercherò di far interpretare la gara alla squadra in maniera tale che questa bella cornice di pubblico sia gestita al meglio. In passato quando c’è stata tanta attesa, non siamo riusciti a fare le nostre prestazioni solite, quindi questa sfida mi incuriosisce perché voglio vedere un Napoli concentrato, carico e adrenalinico. Il pubblico ci darà una grossa mano ed è cosciente che affrontiamo un rivale forte. Bisogna cercare di arrivare a questa gara con la tranquillità psicologica giusta. Dobbiamo trasformare l’entusiasmo in energia positiva, non dobbiamo avere pressione. Pensiamo una gara alla volta, questa squadra deve essere ancora maturare per queste posizioni di classifica. Non sarà facile".
Sul fronte formazione, Santacroce e Ruiz potrebbero essere confermati in difesa: "Quando faccio le scelte, guardo anche le caratteristiche dell’avversario in base alle contrapposizioni. Tutti possono essere titolari, nel reparto arretrato ho l’imbarazzo della scelta, deciderò all’ultimo secondo anche in base a quello che farà la Lazio. Guarderò fino all’ultimo secondo e scioglierò le riserve domani. Possono giocare Santacroce e Ruiz, ma anche gli altri. Dobbiamo essere attenti e veloci, restiamo attenti. Non ci credo all’emergenza, a centrocampo ci sono Brocchi, Hernanes e Mauri".
Stasera, intanto, c’è il derby: "Non me ne importa niente, tutto passa dai nostri risultati e da quello che riusciremo a fare nelle prossime otto finali. Non dobbiamo sbagliare niente. Dobbiamo essere maturi e cinici, cattivi in zona gol e chiudere la gara quando è necessario. Il calcio che stiamo facendo è buono, creiamo tante occasioni, a volte ci è mancata un pizzico di finalizzazione". Domani, intanto, torna Reja: "E’ un allenatore che rispetto e stimo tanto, ha fatto benissimo a Napoli, giusto accoglierlo bene, a me è successo quando sono tornato a Reggio Calabria per la prima volta. Mi fa piacere che gli venga riconosciuto il merito. Sono cose belle quando con oggettività si riconoscono i meriti di chi ha lavorato bene. Quello che scrivono sul futuro, non mi interessa proprio". Il gruppo è compatto: "Lo conosco, non ho bisogno di aspettare la cena che organizza Lavezzi per avere conferma dell’unione. E’ un anno e mezzo che lo spogliatoio è unito e omogeneo. Non abbiamo sbagliato nulla nella gestione, questo è un aspetto fondamentale ed è uno dei segreti del nostro successo".
I nazionali sono rientrati tardi: "Li avrei voluti durante la sosta. La difesa ha lavorato con me e sono più tranquillo, quando uno va in un’altra realtà, devo riaccendere tutti i circuiti in pochi giorni. Non è sicuramente un vantaggio, dal punto di vista psicologico, hanno fatto partite importante e spero sia positivo. Comunque la ripartenza dopo la settimana di stop rappresenta sempre un’incognita. Siamo una macchina che deve andare a regime, i cambiamenti non mi fanno mai stare tranquillo. La partita di domani è la più importante proprio sotto questo aspetto. Rappresenta un’insidia".
Questo è un campionato molto incerto: "Il nostro calcio sta migliorando. Ci sono squadre che hanno fatto le cose meglio degli altri nonostante i valori di partenza. E’ uno dei campionato più affascinanti degli ultimi tempi, spero che continui così nei prossimi anni". Mazzarri resta concentrato: "Per me non è una vigilia diversa. Noi abbiamo il dovere di stare in queste posizioni di classifica perché ci siamo da trenta giornate. E’ tutto ancora aperto, l’Udinese è a tre punti, la Roma a nove, la Lazio è a cinque e domani c’è lo scontro diretto. Costruiamo da soli il nostro futuro. Tutto il resto non ci conviene. Penso solo ai biancocelesti e non alzo mai la testa dal manubrio. Sono abituato così e non cambio. Faccio il bilancio all’ultimo secondo, i parziali non mi interessano. E’ giusto che ci sia l’entusiasmo, ma i successi passano da una somma di partite. Noi dobbiamo soltanto conquistare risultati positivi, poi ne parleremo. L’unico nostro pensiero deve essere domani. Le parole servono a poco, contano i fatti e basta un niente per cambiare gli scenari. Dopo la sconfitta con il Milan e il pari con il Brescia, sembravamo finiti, sono troppo esperto per cadere in certe cose". Lavezzi non segna al San Paolo da ottobre: "Non ci deve pensare. Contro il Cagliari, è stato decisivo. Non importa chi fa gol, basta farne uno in più degli altri. A me andrebbe bene pure De Sanctis pur di vincere. Il Pocho deve mettere il suo estro e il suo genio al servizio della squadra. I suoi assist sono stati decisivi".
Fonte: Radio Marte

Aspettando Napoli-Lazio

                                          Santacroce e Ruiz in difesa. Reja: 4-1-4-1 con Brocchi


1Aprile 2011 -- Non ci sarà posto neppure per uno spillo domenica al San Paolo. Solo il settore ospiti presenterà qualche vuoto. I tifosi azzurri occuperanno tutti i sediolini a loro disposizione. Oggi pomeriggio saranno messi in vendita, nelle sole ricevitorie autorizzate, gli ultimi 500 biglietti disponibili, tutti di tribuna centrale inferiore (prezzo, 30 euro). Prima del match, verrà esposto in campo lo striscione “Il calcio è fratellanza, no al razzismo”: una iniziativa fortemente voluta dalla società azzurra, che ha invitato l’associazione A.I.P.E. (Associazione Immigrati Pianura Europei) ad assistere alla partita. Mazzarri ha ancora due dubbi, entrambi in difesa, dove l'unico sicuro del posto è Cannavaro. Al momento Santacroce e Ruiz appaiono leggermente favoriti su Campagnaro ed Aronica. Soltanto domani verrà deciso se convocare o meno l'acciaccato Zuniga, che lamenta problemi alla caviglia sinistra.

Edy Reja sembra aver deciso: con il Napoli sarà 4-1-4-1. In assenza degli squalificati Ledesma e Matuzalem, il tecnico ha in testa di proporre Brocchi davanti alla difesa per contrastare gli inserimenti di Hamsik, e poi una serie di incursori con il doppio compito di coprire la fasce e aiutare in fase offensiva Zarate, che sarà l’unica punta. Le buone notizie dell’allenamento di giornata arrivano da chi con il Napoli non ci sarà: Ledesma, Rocchi e Radu continuano a migliorare e saranno pronti per la sfida con il Parma del 10 aprile. Ancora fermi Diakite e Meghni. Nel pomeriggio la squadra ha partecipato ai funerali di Bob Lovati.
Calcionapolinews


venerdì 1 aprile 2011

IFFHS: INTER MIGLIOR CLUB DEL MONDO, NAPOLI SECONDA MIGLIORE ITALIANA 25^

E’ sempre l’Inter il miglior club del mondo per l’Iffhs (Istituto mondiale di storia e statistica del calcio). Nel periodo che va dall’1 aprile 2010 al 30 marzo 2011 2011 sono i nerazzurri i migliori di tutti.
Con 292 punti precedono le grandi di Spagna, Barcellona e Real Madrid, rispettivamente al secondo e terzo posto come un mese fa. Appena fuori dal podio c’è il club lusitano Porto, salito dal nono al quarto posto, seguito da Internacional Porto Alegre, Manchester United, Bayern Monaco, Zenit, Estudiantes de la Plata e Villarreal. Guadagna terreno il Napoli, seconda miglior squadra italiana, che sale dal 30^ al 25^ posto, mentre perde una posizione la Roma, da 25^ a 26^. In risalita anche il Milan (da 40^ a 33^), crolla la Juventus (da 22^ a 37^), scende il Palermo (da 61^ a 67^). Resta fuori dalla Top 100 la Sampdoria, che da 85^ passa a 102^.
fonte:repubblica

Cavani,I signori del calcio....''non mollo mai ma non sono Maradona,lui era un Dio per Napoli''

NAPOLI - Domani, sabato 2 aprile alle ore 23.30 su SKY Sport 1 HD, nuovo appuntamento con “I Signori del Calcio”. Protagonista l’attaccante del Napoli Edinson Cavani.
“Signore del calcio": che effetto ti fa? È un emozione molto grande. È qualcosa che non m’aspettavo perché sono molto giovane, ho ancora tanto da camminare e spero che tutto possa andare bene.

Parlaci della tua esperienza a Palermo.
A Palermo ho trovato gente molto simile a quella del mio Paese, gente di cuore, affettuosa, sempre disposta a darmi una mano e a cercare di essermi vicino per farmi ambientare.

Guidolin e i primi passi in Serie A...
Con Guidolin il mio rapporto è sempre stato molto “frontale”, sincero. Il mio rapporto con lui è sempre stato molto buono, ho sempre rispettato le sue scelte e riconosco sia stato lui a farmi fare i primi passi nel campionato italiano.

A Palermo ti criticavano perché dicevano che sbagliavi troppi gol sotto porta. I tempi sono cambiati?
Sono periodi di un calciatore. Ci sono quelli che nascono già attaccanti e quelli che devono diventarlo col tempo. Io da piccolo non facevo l’attaccante ma la mezz’ala. Ero abituato a fare gol solo ogni tanto. Poi ho cominciato lentamente a diventare attaccante e sono arrivato a Palermo dopo aver segnato tanti gol nel Danubio. E quindi la gente si aspettava già un grande bomber, invece io sapevo che piano piano stavo cercando di fare tutto quello che potevo fare.

L’episodio dell’aggressione ha condizionato la tua scelta di lasciare Palermo?
No, per niente. Io sapevo che anche se la gente a volte era un po’ critica e non capiva perché io potessi sbagliare tanto sotto porta, mi volevano bene perché ho trovato tantissima gente che si è comportata sempre bene con me e quindi quell’episodio non mi ha condizionato. Ho cercato di fare sempre il massimo. E l’ho dimostrato perché ho segnato tanto, dieci gol nel finale di campionato e questo ha portato anche alla convocazione con la mia nazionale al Mondiale.

Perché hai scelto Napoli?
Nella vita ci sono i segni, che ti possono far capire e vedere la strada che puoi prendere. Dopo il Mondiale si parlava di tante squadre importanti e Napoli non era nei miei piani perché non si era detto niente di Napoli e sul fatto che io potessi venire. Nel momento in cui ho sentito Napoli, mi sono fermato a pensare. Sapevo che la gente di Napoli era molto calda e molto affettuosa e quindi ho chiesto al mio procuratore se c’erano le condizioni per venire a Napoli. Lui mi ha detto che loro erano disposti, mentre altre squadre non erano disposte in quel momento a fare quello che dovevano fare per prendermi. Il Napoli, invece, mi ha dato fiducia. In 24 ore le cose si sono messe nella direzione giusta, quindi è stato un segno del Signore, perché una cosa di cui prima neanche si parlava, in 24 ore si è sistemata e ho capito che c’era qualcosa che mi spingeva a venire qua.

Che effetto fa segnare tre gol alla Juventus?
In quel momento non mi rendevo conto di cosa stesse succedendo, era un sogno che stavo vivendo ed era qualcosa che non capivo. Finita la partita, vedendo l’entusiasmo e la felicità della gente, mi sono reso conto che è stato qualcosa di particolare, qualcosa di molto importante non solo per me, ma per la città e per Napoli. Qualcosa che mi ha dato ancora più fiducia e che ha fatto sognare tanta gente, quindi è un ricordo molto bello.

Il confronto con Maradona che effetto ti fa?

Nessun effetto. Diego è unico. Diego è un giocatore molto difficile da imitare, come calciatore e come persona, quindi io non mi paragono mai a Diego perché lui qui è stato un idolo e come dice la gente di Napoli, è stato un Dio per questa città. Io penso a dare il massimo e a lasciare un bel segno nei ricordi e nella storia di Napoli.

Qual è il rapporto con i tifosi del Napoli? Sono troppo affettuosi a volte?
L’affetto che ti dimostrano i tifosi del Napoli è qualcosa di molto bello. Noi sudamericani veniamo da terre dove la gente è un po’ così, dove i tifosi sono molto affettuosi e molto caldi, quindi è bello.

Che tipo di giocatore è Cavani?
Non tanto bravo tecnicamente. Conosco i miei limiti e quindi so che devo migliorare ancora tanto. Mi posso descrivere come un giocatore che non molla mai e che cerca di dare una mano dappertutto, dietro, davanti, dove posso. Non sono uno che fa tante manovre dentro l’area, sono più uno di velocità negli ultimi metri e mi piace cercare di concludere la giocata velocemente.

Dove ti vedi fra 20 anni e cosa ti piacerebbe fare?
Mi vedo nel mio Paese, nella mia città, lavorando e facendo le cose che mi sono sempre piaciute da piccolo e che dopo il calcio mi piacerebbe tornare a fare. Avere le mie cose, i campi e tutto quello che c’entra con la natura e con gli animali.

E con la maglia dell’Uruguay? Cosa sogni?Mi piacerebbe ottenere il massimo con la mia Nazionale. Siamo stati molto vicini alla finale nel Mondiale in Sudafrica, poteva essere molto bello e molto importante, però è andata così. Ci ha dato tanta esperienza. Speriamo di continuare su questa strada.
Fonte:il mattino