lunedì 5 settembre 2011

Mazzarri lancia Lavezzi: "Può andare benissimo in dop­pia cifra, se solo lo vorrà "


Un anno dopo, riecco Cesena: là dove cominciò la perso­nalissima scalata alla Champions, il primo scatto d'una folle corsa verso l'Olimpo del calcio: «E' quello uno dei sogni, chiaramen­te». L'alba del nuovo giorno, nel «Manuzzi» assolato, la quinta di campionato all'asciutto, quando il Pocho si scioglie e comincia ad es­sere se stesso: sabato si riparte, ri­pensando a quel dì, ventisei set­tembre 2010, rete di Parolo, Na­poli in svantaggio e poi la mattan­za. Quattro a uno, ma in che modo: con Lavezzi che pareggia, poi si mette a giocare con Hamsik e Ca­vani e dilaga. Il quinto Lavezzi ri­comincia da un tetto mai raggiun­to, le dieci reti, che Mazzarri inve­ce ritiene nelle corde di un attac­cante che deve solo convincerci delle proprie possibilità e credere maggiormente in se stesso: «Ha potenza, forza e capacità tecniche: può andare benissimo in dop­pia cifra, se solo lo vorrà». Il pri­mo Lavezzi (2007-2008) s'è ferma­to a quota otto; il secondo e il ter­zo a sette reti; l'anno scorso, il mi­nimo personale, con sei reti e pe­rò la Champions. Negli ultimi due campionati ha accentuato una sua tendenza: gli piace, o gli viene me­glio, fregare le difese avversarie soprattutto in trasferta. Ieri come l'altro ieri, non ha perso l'abitudi­ne di regalare assist: il Robin Ho­od dell'area di rigore, regala a chi ha più bisogno d'una rete: «Perché per me un passaggio smarcante ha lo stesso valore».
CDS

domenica 4 settembre 2011

Hamsik: "PSG? Una follia! Voglio restare a Napoli per vincere. Siamo più forti dell'anno scorso."

Occhiali da intellettuale e guance più scavate del solito. Marek Hamsik attraversa senza fretta la caotica zona-mista dello stadio Aviva. Stringe la mano al Trap, poi appoggia la borsa per terra. E parla. Di calciomercato, del Napoli, del presidente De Laurentiis, delle sue condizioni fisiche e di un sogno che è vietato nominare.
Hamsik, gli sceicchi del PSG sono convinti che a gennaio lei si trasferirà a Parigi.
"È una follia. Il calciomercato si è appena chiuso, e subito si ricomincia a parlare di trattative".
Cosa risponde al messaggio di Leonardo?
"Che io non mi muovo. Né a gennaio, né dopo. A Napoli sono felice e con il Napoli voglio vincere".
La squadra di Mazzarri viene considerata la prima rivale di Milan e Inter.
"Il presidente De Laurentiis ha condotto una campagna acquisti fantastica, non ha sbagliato un solo colpo. Siamo sicuramente più forti rispetto allo scorso campionato. Giocatori come Inler, Pandev, Britos, Dzemaili garantiscono un salto di qualità in tutti i reparti. Però...".
Però?
"Fosse per me, vieterei di pronunciare la parola scudetto".
Perché?
"Sarebbe un grave errore iniziare il campionato con questa pressione sulle spalle. Lasciamo che parlino di scudetto Inter e Milan. Loro sono abituati, hanno vinto tanti titoli. Questa parola non lascia traccia nella testa dei giocatori e dentro lo spogliatoio. Noi, invece, dobbiamo ancora trovare certi equilibri. Anche mentali".
Il Napoli, però, ha le carte in regola per vincere il titolo.
"Lo ripeto, siamo più forti, più completi. La Champions League ci aiuterà a crescere anche a livello internazionale. Però rimandiamo questo argomento alle ultime giornate di campionato. Se ci troveremo in testa, allora nessuna parola sarà più vietata. Ma il calcio insegna che non è mai facile ripetersi dopo una stagione fantastica".
Il San Paolo è pronto a riempirsi di nuovo.
"La passione dei nostri tifosi è una spinta in più. Loro hanno il diritto di sognare senza limiti. Penso con emozione al San Paolo nelle notti di Champions...".
C’era grande allarme sulle sue condizioni fisiche.
"Avete visto Irlanda-Slovacchia: sembro uno che ha dei problemi fisici? Il Napoli stia tranquillo. Non vedo l’ora di iniziare il campionato e di essere subito protagonista".
Le vecchie storie di mercato sono cancellate?
"Ancora mercato? A Napoli sto in maniera meravigliosa. E non vorrei tornare più su questo argomento".
Lo dice a muso duro. Con un tono che non lascia spazio a interpretazioni. Hamsik e il Napoli ripartono insieme: più che mai affamati di vittorie.
GDS


venerdì 2 settembre 2011

Gazzetta: il Napoli primo rivale dei rossoneri


Dalla A di Aquilani alla Z di Zarate, l'alfabeto del mercato ha scambiato molte figurine senza modificare la griglia di ripartenza del campionato. Milan, sempre Milan, fortissimamente Milan. Questo dice la logica, spesso smentita in 90', o in un torneo breve, ma raramente in una corsa di nove mesi. Un pronostico non legato soltanto al fatto che i rossoneri sono i campioni d'Italia, perché conta di più il modo con cui si sono rinforzati, in rapporto a ciò che hanno, o non hanno, fatto le loro concorrenti. É vero che il Milan ha perso Pirlo e non ha trovato né Hamsik né Fabregas, ma in un gruppo affiatato tecnicamente e tatticamente sono entrati Taiwo per la fascia sinistra, Mexes preziosa riserva di Nesta, Aquilani jolly d'attacco per il centrocampo, Nocerino indispensabile alternativa di Gattuso o Ambrosini, e infine lo snobbato El Shaarawy, al positivo debutto proprio ieri a Como, che ha le grandi qualità per diventare la nuova rivelazione come Boateng.
PRONOSTICO - Ripartire con il lavoro già fatto e lo stesso allenatore è un vantaggio enorme che tra le grandi hanno soltanto Napoli e Lazio. E siccome Mazzarri è già arrivato terzo, proprio lui ci sembra il più attrezzato per ribaltare il pronostico. Intanto non ha perso Hamsik, che in pratica diventa così il miglior acquisto. E poi, grazie al grande lavoro di Bigon, avrà più qualità e potenza in mezzo al campo con la nuova coppia Inler-Dzemaili, senza dimenticare le importanti alternative in attacco rappresentate da Santana e Pandev. Se Cavani si ripete, l'unico interrogativo riguarda la difesa in cui Fideleff è ancora da scoprire.
SECONDA FILA - Rovesciando il discorso fatto fin qui, Inter e Juventus partono in seconda fila perché hanno cambiato tutto: allenatore, modulo tattico e giocatori-chiave. Gasperini, già pizzicato pericolosamente da Moratti di cui guarda caso non era la prima scelta, parte a handicap senza Eto'o, con i sostituti Forlan e Zarate. Siccome c'erano già i «doppioni» Milito e Pazzini, è da escludere che possano giocare tutti e quattro insieme, ma i punti interrogativi non terminano qui. Alvarez, pagato 11,5 milioni rischia di fare la fine del suo connazionale Rambert sparito in fretta, ma soprattutto Sneijder non nasconde il suo disagio tattico e ambientale. Come sempre sarà prezioso l'orgoglio dei grandi combattenti Stankovic, Cambiasso e naturalmente capitan Zanetti, alle spalle dei quali si affaccia il ventunenne Poli. Ma al di là delle speranze, rimangono i dubbi sulla difesa a tre e sull' equilibrio di una squadra con tre attaccanti, nessuno dei quali è un vero esterno di ruolo. Anche la Juventus è il classico cantiere, con un unico vantaggio: dopo il settimo posto degli ultimi due campionati può soltanto migliorare. L'affannosa ricerca degli esterni ordinata da Conte, con gli arrivi di Giaccherini, Estigarribia ed Elia, non basta però per completare una squadra già fragile in difesa dove sarebbe servito Lugano, o Alex, perché nel 4-2-4 o 4-4-2 le ali devono anche rientrare come sa fare soltanto Pepe. Inoltre Pirlo è abituato a giocare con due compagni al fianco e non uno soltanto, specie se l'unico ha vocazione offensiva come Vidal.
IMPIANTO TATTICO - Alle spalle di questo quartetto, senza dimenticare possibili rivelazioni come l'Udinese, vediamo più la Lazio della Roma, perché Reja è un tecnico tanto bravo quanto sottovalutato che ottiene il meglio dagli uomini che ha. L'impianto tattico è già collaudato ed Hernanes, al secondo anno in Italia, potrà crescere ancora. Cisse e Klose sono partiti bene, anche se il tedesco non è più abituato a fare il titolare per una stagione intera. Ma soprattutto, con la cessione di Floccari e dello stesso Zarate, non vediamo valide alternative in attacco.
POLEMICHE - La Roma, infine, è la più grossa incognita. Già fuori dall'Europa League, ma sempre qualificata per le polemiche legate all'impiego di Totti, riparte con un grande portiere, Stekelenburg, un utilissimo mediano come Gago, e tanti, troppi, giovani di bellissime speranze, a cominciare dal tecnico Luis Enrique. Diciamo la verità: il più a rischio è lui. Perché tutti hanno comperato tanto, la Juventus persino Pazienza. Ma nessuno ha preso, nemmeno in prestito gratuito, la pazienza: quella con la p minuscola.
GDS

giovedì 1 settembre 2011

L'ira di De Laurentiis: "Fanno fallire il calcio per favorire Berlusconi. Così andiamo tutti a casa"


"Vogliono far fallire il calcio italiano per fare un favore a Berlusconi". Lo dice Aurelio De Laurentiis, presidente del Napoli, abbandonando la sede della Lega Calcio di Milano dove è ancora in corso l'assemblea in cui si discute dei diritti televisivi per le partite del prossimo campionato. "Si cerca - aggiunge De Laurentiis -, di vendere ad un prezzo bassissimo a Mediaset, dicendo che Mediaset non riesce a fare proseliti con il digitale terrestre, è colpa nostra? E poi perchè devo andare a svendere oggi quello che deve andare in onda tra un anno e mezzo?".
Raggiunto l'accordo per il contratto dei calciatori, scoppia la bufera in Lega per l'accordo sui diritti televisivi. "Oggi come oggi, in parte grazie alla legge Melandri, in parte per favorire Mediaset e Berlusconi, Infront tra un anno ci bloccherà per tre anni". Dice il presidente De Laurentiis abbandonando l'assemblea della Lega Calcio. Secondo De Laurentiis, l'offerta proposta dall'advisor della Lega Calcio Infront per la cessione dei diritti delle partite di serie A "è di poco superiore rispetto a quella precedente e non offre abbastanza garanzie. Lo abbiamo visto con Dhalia che non ci ha dato garanzie e ci ha portato a meno 60 milioni, chi ce li dà adesso?". Per il patron del Napoli "Galliani fa bene a risentirsi, perchè difende i colori del suo gruppo, però qui c'è di mezzo il calcio italiano e la sopravvivenza degli altri club. Perchè poi i club minori non hanno il coraggio di parlare perchè hanno paura del potere. E quindi Bogarelli (presidente di Infront) dice che sta tutto nelle mani del garante e se questo garante invece di essere garante della democraticità di poter vendere nel libero mercato, deve essere garante solo dei poteri forti, allora ce ne andiamo tutti quanti a casa e i 30 milioni di tifosi della serie A saranno delusi"

De Laurentiis: "Fideleff ha firmato. Ecco perchè non abbiamo preso Juan. Nessun rinnovo per Gargano. Aspetto Lippi al San Paolo"


Aurelio De Laurentiis fa un bilancio del mercato a Marte Sport Livei: "Alle 15 ha firmato Fideleff. E' stato un acquisto complicato, sono estremamente contento e soddisfatto. Eravamo partiti sul brasiliano Juan, ma non mi ha trasmesso una corretta energia. E poi siamo sicuri eche i brasiliani funzionino con gli argentini? Ne abbiamo già tanti di argentini e ho pensato fosse meglio prenderne un altro. Ho detto a Bigon di non pensarci due volte". De Laurentiis chiarisce pure le voci su Gargano: "Non ha affatto rinnovato il contratto, non capisco chi mette in giro certe voci. Sul suo sito? Davvero non so che dire, sono io che decido queste cose e non abbiamo fatto nulla. La Fiorentina? Ci siamo sentiti con Corvino, volevano il nostro regista che poi è finito all'Atalanta. Non mi ha mai chiesto Gargano".
De Laurentiis commenta le parole di Petrucci: "E' un grande presidente del Coni. Abbiamo condiviso pensieri che al momento è difficile applicare. Io ragiono da imprenditore e il calcio italiano deve ritornare a certi livelli. Non dobbiamo essere condizionati da nessuno. Lo sciopero? Questo calcio è superato e vecchio, deve sapersi mettere in discussione. Ora c'è questo problema immediato del contratto, ma il vero problema è sul piano culturale e bisogna prescindere dal giocare o meno. Non c'è la necessità di giocare con la pistola sulla tempia, Abete deve preoccuparsi di tante cose, non si può risolvere un problemino e dimenticare un problemone. Ad esempio deve ascoltarmi e permettermi di costituire il Napoli B con divieto di promozione in A. Sarebbe uno spettacolo garantito e molti presidenti risolverebbero pure le difficoltà delle maxi rose. Lippi? Può venire quando vuole, ha un posto in tribuna d'onore. Napoli è casa sua, è burbero quanto basta come me".
Radio Marte

Napoli, re dell'estate!


Dalle 19 di ieri il mercato ha chiuso e adesso parlerà il campo. Quanti affari nel finale, con una gior­nata conclusiva come sempre convul­sa e piena di colpi di scena. Ai blocchi partenza vediamo Milan e Napoli da­vanti a tutte. Perché forse hanno inci­so meno delle altre sul blocco dei tito­lari, ma questo significa solo che sa­ranno più collaudate ai nastri di par­tenza. Nel caso del Napoli con una mediana nuova, più solida e affidabi­le, composta da Dzemaili e Inler, per sostenere il trio delle mera­viglie Lavezzi-Hamsik-Ca­vani, difesa con i denti da De Laurentiis. Ci credeva­no in pochi, forse: noi sì, da sempre. La forza del merca­to fatto dal ds azzurro Bigon è nel consolidamento di una panchina che ha visto ag­giungersi Rosati come vice De Sanctis, e poi Fideleff (aspettando il rientro di Bri­tos), Donadel, Santana, Cha­vez, Pandev. Una rivoluzio­ne poco evidente - perché attuata sulle seconde linee per otto dei dieci innesti ­ma di sostanza. E che dire del Milan: Tai­wo e Mexes a parametro ze­ro, Aquilani, affare fatto a Liverpool, l'ultimo guizzo con Nocerino per tampona­re l'assenza di Flamini, ed El Shaarawy, giovane talen­to tutto da scoprire. Dietro Juventus e Roma.
Quella attuata dai gialloros­si è stata una rivoluzione at­tesa e dettata dal cambio di proprietà e dei dirigenti ad­detti alle nuove strategie. Il finale è stato scoppiettante: Kjaer, Pjanic, Gago (più il baby talento Borini che for­se intasa un po' l'attacco). Prima erano arrivati due giovani talenti come Bojan e Lamela e un portiere affi­dabile come Stekelenburg. La Roma intriga (...anche Delio Rossi). Luis Enrique a tutto questo può aggiungere un asso come Francesco Totti. Ci pensi, il suo è un lusso che hanno in pochi. Profonda ed interessante anche la rivoluzione della Juve, meno attesa perché si era parlato di mercato di qualità e invece ha portato una nuova infornata di ac­quisti: certamente Vidal, Pirlo e Vucinic alzano molto il tasso tecnico. E Conte va­le quanto un acquisto sul campo: per quello che sa trasferire al gruppo e al­l'ambiente.
Ha fatto qualità anche la Lazio in attacco regalandosi la coppia Klose-Cissè: resta il rammarico di dover ri­nunciare a Zarate, soprat­tutto quando poi te lo pren­de l'Inter, che a questo mer­cato probabilmente poteva aggiungere qualcosa in più di Alvarez, Forlan e Castai­gnos, vista la cessione di una star come Eto'o. Firen­ze si tiene le sue di star, Var­gas, Gilardino e Montolivo, non fa partire Cerci, ritrova Jovetic, inserisce un nazio­nale come Cassani e un ta­lento come Nastasic: un buon mercato, anche qui una panchina migliore. A uno-due sacrifici i fiorentini forse erano pronti: Della Valle ha detto no. E il Palermo? Difficile non incidere in negativo sul­l'entusiasmo della gente dando i segnali di smobilita­zione con le tante cessioni, Zamparini ha tutto per dare risposte. Torna Pierpaolo Marino nell'agone e rivolu­ziona l'Atalanta. Tra le novi­tà guardate il Cesena.

CDS

Fernandez e Fideleff:Arrivano i giganti argentini


Giovani, reduci da una stagione da protagonisti in Argentina e, soprattutto, dal prezzo decisamente contenuto. Tre ragioni per cui Federico Fernandez e Ignacio Fideleff potrebbero rivelarsi tra le scommesse più azzeccate di questo mercato estivo. Ovviamente se lo augura il Napoli, che sui due 22enni ha investito cifre tutto sommato contenute, battendo la concorrenza di diversi club europei con operazioni tempestive. Il primo infatti è stato acquistato addirittura a dicembre e lasciato in “parcheggio” all’Estudiantes fino a luglio, mentre il secondo è stato il colpo a sorpresa su cui i dirigenti napoletani hanno lavorato sotto traccia negli ultimi giorni di trattative. Federico Fernandez, 22 anni. Reporpress

GIGANTI ARGENTINI — Per gli appassionati di calcio argentino non si tratta di sicuro di due nomi sconosciuti. Nell’ultimo anno entrambi hanno rivestito un ruolo da protagonista nelle rispettive squadre (soprattutto Fernandez), e la critica locale li ha spesso tirati in ballo quando si è parlato di rinnovamento in chiave albiceleste. I due centrali difensivi appena approdati ai piedi del Vesuvio uniscono potenza e doti atletiche a una discreta tecnica. Due armadi di 190 centimetri dai piedi gentili che costituirebbero una vera e propria muraglia azzurra. Tra l’altro, il tecnico Walter Mazzarri avrà il vantaggio di poter lavorare con due elementi che si trovano perfettamente a loro agio in uno schieramento con tre difensori.
 IL BRACCIO — Pagato circa 2 milioni di euro, Fideleff è stato il classico colpo a sorpresa, ma i dirigenti napoletani hanno ricevuto relazioni entusiasmanti. Il 22enne dai riccioli biondi ha infatti conquistato la titolarità nel Newell’s nel precedente campionato dopo una costante crescita iniziata nel 2008 con il debutto in prima squadra. E il posto fisso tra i titolari sarebbe arrivato un anno prima senza la doppia rottura del menisco sofferta prima a gennaio e poi a luglio. Le abilità del centrale che il Napoli ha strappato alla concorrenza di Parma e Udinese sono quelle del difensore di razza. Spicca infatti per potenza, elevazione e rapidità, ma la dote principale è forse il grande senso della posizione che gli consente di farsi trovare raramente in affanno. Per contro, Fideleff vanta appena 35 presenze in massima divisione, e la capacità di rendimento ad alto livello è tutta da testare.. Ignacio Fideleff, 22 anni. Ap
E LA MENTE — Quella su Fernandez è invece una scommessa che presenta meno margini di rischio. L’età è la stessa, ma l’esperienza e il palmares sono di tutt’altro spessore. L’ex Estudiantes vanta già un trionfo in Coppa Libertadores (2009) e uno in campionato (2010), quest’ultimo vissuto da autentico protagonista e leader di una difesa granitica. I partenopei si sono fiondati su di lui con grande anticipo, acquistandolo a dicembre per 3 milioni quando diversi club europei erano pronti a sferrare l’assalto, Lazio e Chelsea su tutti. E la recente convocazione in nazionale (la seconda dopo quella di dicembre sotto la guida di Batista) sembra confermare la bontà dell’investimento. Spietato in marcatura e difficile da superare nell’uno contro uno, Fernandez è il tipico difensore capace di comandare la difesa, dettare i tempi dei movimenti ai compagni e, all’occorrenza, perfettamente in grado di uscire palla al piede e impostare l’azione. Un difensore completo che mostra già una grande personalità. Il neotecnico albiceleste ne ha fatto un suo pupillo ai tempi dell’Estudiantes, tant’è che il progetto di Alejandro Sabella per i Mondiali del 2014 lo prevede al centro della difesa titolare in coppia con Nicolas Otamendi. Ma prima c’è da conquistare una maglia da titolare nel Napoli.
GDS