domenica 18 settembre 2011

Napoli-Milan, la rivincita!



Le certezze sono due: Ezequiel Lavezzi è tornato in campo ieri pomeriggio ed è stato regolarmente convocato per la super sfida di stasera (alle 20.45) contro il Milan, al San Paolo. «Voglio provarci fino alla fine», ha promesso il Pocho a Walter Mazzarri, convincendolo a tenere aperto almeno uno spiraglio sul suo recupero, che a questo punto sarebbe miracoloso. C’è ancora un giorno quasi intero di tempo, però, e l’ultima parola può essere rimandata al test decisivo di stamattina: nella seduta di rifinitura a Castel Volturno. Il Napoli non ha fretta, insomma. E un po’ di pretattica non guasta.
In preallarme le alternative, con Zuniga in lieve vantaggio su Dzemaili e Santana. Ma non si può nemmeno escludere la soluzione a metà strada, con l’illustre convalescente a disposizione almeno per la panchina. Pronto a dare una mano. Il dubbio sarà svelato soltanto in extremis, probabilmente dallo speaker dello stadio che leggerà le formazioni. I 55 mila tifosi del San Paolo, dunque, potranno conservare la speranza di vedere in campo Lavezzi fino alla fine, anche se il recupero del Pocho resta comunque appeso a un filo.
Non è scontato, infatti, che Mazzarri decida di correre dei rischi, in una partita già fondamentale e da affrontare con la squadra al top della condizione, per non dare vantaggi a un avversario di valore come il Milan. È già coraggiosa la scelta del tecnico azzurro di rinunciare quasi completamente al turnover, scommettendo sul morale alle stelle dei titolari di Manchester. L’entusiasmo del Napoli, a 4 giorni dalla trasferta di Champions League, dovrebbe essere più forte della stanchezza. Mazzarri, prima dell’allenamento di ieri a Castel Volturno, ha chiesto e ottenuto durante una breve riunione le rassicurazioni che voleva dai suoi titolari. Tutti hanno risposto presente, anche i meno giovani del gruppo come Aronica e Campagnaro. Slitterà dunque alla sfida di mercoledì con il Chievo il previsto turnover in difesa.
Quella di stasera, contro i campioni d’Italia del Milan, non è la partita giusta per il battesimo in serie A di Fernandez e Fideleff. I due giovani argentini dovranno aspettare il loro turno. L’arma in più del Napoli sarà l’entusiasmo, in campo e fuori. È enorme l’attesa per il debutto al San Paolo degli azzurri, dopo le brillanti trasferte di Cesena e Manchester. Ieri le forze dell’ordine hanno sequestrato addirittura 19 tagliandi contraffatti. Ma non c’è ancora il tutto esaurito, nonostante i 36 mila biglietti venduti. Il botteghino numero 1 dello stadio rimarrà aperto anche oggi: dalle 9 alle 13. Poi la prevendita proseguirà solo nelle ricevitorie autorizzate, fino al fischio d’inizio. Potenziati i mezzi pubblici. Davanti al Napoli c’è una grande chance: in caso di vittoria, infatti, gli azzurri staccherebbero il Milan di 5 lunghezze. Ma è presto per fare calcoli, dato che il campionato è appena all’inizio. Ruota tanto intorno alla soluzione del rebus Lavezzi. Con lui in campo, infatti, Mazzarri avrebbe più chance di dare scacco matto ad Allegri e ai rossoneri. Parola allo speaker. Il San Paolo vuole sentire il nome del Pocho.
Repubblica

sabato 17 settembre 2011

Lavezzi c'è! Ecco i convocati per la gara con il Milan


Seduta pomeridiana per il Napoli a Castelvolturno. Gli azzurri preparano il match di domani sera con il Milan, posticipo della terza giornata di Serie A, ore 20,45 al San Paolo.
Riscaldamento in avvio, poi lavoro atletico finalizzato alla velocità, allenamento tecnico tattico e chiusura con partitella a campo ridotto. Lavezzi ha lavorato col gruppo. Le sue condizioni verranno valutate nella rifinitura di domani.
I convocati: De Sanctis, Rosati, Aronica, Campagnaro, Cannavaro, Fernandez, Grava, Dossena, Dzemaili, Gargano, Hamsik, Inler, Maggio, Zuniga, Cavani, Lavezzi, Mascara, Pandev, Santana.

SSC NAPOLI

Mazzarri:"Restiamo umili e pensiamo al Milan,vorrei una grande prestazione.Lavezzi? Valuteremo oggi"



"Restiamo umili e pensiamo al Milan". Walter Mazzarri guarda avanti alla supersfida di domani. Il tecnico azzurro tiene alta l'attenzione dopo la bella partita di Manchester.
"Io prendo come punto di riferimento il secondo tempo di Manchester. Vorrei che la squadra entrasse in campo col Milan come dopo l'intervallo di Manchester. Quello è stato un Napoli che ha giocato con autorità senza guardare all'avversario. Quello è l'atteggiamento che mi piace. Poi il risultato è anche figlio di episodi, ma la prestazione per me è importantissima. E vorrei che domani facessimo una grande prestazione".
"Dobbiamo rimanere umili e lavorare come sempre. Ho detto ai ragazzi di pensare subito al Milan ed archiviare subito le cose buone fatte mercoledì. Il Napoli ha dimostrato di poter sviluppare il suo gioco anche su un campo di un grande Club: non dimentichiamoci che il Manchester in casa aveva fatto 17 risultati utili consecutivi. Questo la dice lunga sulla loro forza e sulla nostra prestazione".
Il Pocho ci sarà? "Vedremo in queste ore come sta il Pocho, deve curarsi. Lui vorrebbe giocare, ma dobbiamo attendere il responso medico. Se non dovesse farcela sarà una assenza importante ma la fisionomia di squadra non cambierà. Chi dovesse entrare al posto di Lavezzi prenderebbe la sua posizione, con caratteristiche diverse ma mettendo in mostra le proprie qualità".
Galliani ha detto che firmerebbe per lo scudetto al Napoli e la Champions al Milan... "Io penso solo alla partita di domani. Sono discorsi che non ci toccano. Per me domenica è una finale e poi si guarderà alla prossima. Non è una mia filosofia pensare a lungo raggio. I risultati si ottengono partita dopo partitita. La cosa certa è che il Milan è fortissimo, ha una squadra di campioni e meccanismi collaudati. Ha una rosa al top che garantisce qualità sempre. Noi dobbiamo fare una partita da Napoli e non sbagliare nulla come abbiamo fatto per buona parte a Manchester".
I bookmakers per la prima volta quotano il Napoli tra le top del campionato... "Beh, noi l'anno scorso siamo arrivati terzi. Ciò significa che solo due squadre sono arrivate davanti a noi e che per qualche sprazzo di campionato siamo anche stati al vertice. Sicuramente rispetto all'inizio della stagione passata abbiamo acquisito consapevolezza maggiore e mentalità vincente rispetto all'anno scorso. Abbiamo imparato a soffrire e superare momenti difficili. Le grandi squadre devono imparare a mostrare gli attribuiti, questo è il vero elemento di crescita".
SSC Napoli

Lavezzi:Domenica mattina ultima risonanza per l’ok. Altrimenti spazio a Pandev


Il Pocho si allena in palestra, fa differenziato. Lavora, si cura e spera di esserci domenica contro il Milan. Ma tutto dipenderà dall'ultima risonanza, quella di domenica mattina. Solo allora Mazzarri deciderà se mandarlo in campo al fianco di Hamsik e Cavani o meno. Se non dovesse farcela al suo posto dovrebbe scendere in campo Pandev. Per il resto confermata la formazione che ha pareggiato a Manchester, fatta eccezione per Zuniga sostituito da Dossena (non è da escludere la possibilità di vedere Fernandez in campo dal primo minuto).
SKY

Allegri-Mazzarri chi è il più bravo? Ecco il parere di 20 allenatori,


In comune hanno veramente poco. Di­stanti sul piano personale (uno, il mila­nista, livornese simpatico e sfrontato; l’altro, il napoletano, decisamente più ombroso), lontani su quello tecnico. In comune hanno soltanto una cosa: la bra­vura. Massimiliano Allegri e Walter Mazzarri sono oggi l’espressione miglio­re dello Stile Italiano, facilitati anche dal fatto che i Grandi Vecchi o sono in atte­sa (Ancelotti, Lippi) o sono altrove e in tutt’altre faccende affaccendati (Manci­ni e Capello). Su un terreno scivoloso co­me questo, un referendum è un gioco o, al limite, un esercizio di stile. Alla fine la risposta resta appesa, come la domanda. Perché nella risposta pesano le prefe­renze calcistiche personali o le simpatie umane. Sicuramente il rilancio del calcio italiano passa da loro, al momento i «pro­dotti» migliori della famosa «Università di Coverciano», come veniva chiamata un tempo con un eccesso di retorica.
TATTICA - Quello di domani al San Paolo sarà il con­fronto fra due filoso­fie di gioco. E su questo versante, le differenze sono chiarissime. Quella più evidente riguarda la difesa: a tre quella di Mazzarri, a quattro quella di Allegri. Per i due, una vera costante an­che se, in taluni casi, il napoletano ha a volte temporaneamente adottato la linea a quattro. Ma come sta dimostrando la vicenda di Gasperini all’Inter, l’assetto difensivo (che poi ispira tutta la logica tattica di una squadra) è frutto di radica­te convinzioni e non si può chiedere a un tecnico di cambiarle per moda o coman­do. Guidolin, ad esempio, a un certo pun­to della sua carriera ha abbandonato la linea a quattro per quella a tre perché, approdando a Udine dopo Zaccheroni, ha verificato direttamente la produttivi­tà di quel sistema. Mazzarri e Allegri, in­vece, dai risultati hanno tratto conferma per le rispettive scelte. Ma non ci si fer­ma qui. Il Milan schiera attaccanti più classici che diventano punti di riferi­mento per i difensori avversari; il Napo­li davanti sistema giocatori che lavorano per non dare punti di riferimento. Più palleggiato il gioco del Milan (anche se molto meno rispetto ai tempi di Ancelot­ti), più «cattivo», aggressivo (soprattut­to in mezzo al campo) quello del Napoli.
SUCCESSI - Il Napoli reduce dalla trasfer­ta di Manchester ha raccolto risultati ed elogi; il Milan reduce da Barcellona ha raccolto ri­sultati ma qualche elogio in meno per via di un atteggia­mento for­se poco propositi­vo. Stili diversi ma un unico obiettivo: portare le proprie squadre al successo. Chi è più bravo, allora? Allegri ha esor­dito sulla panchina rossonera conqui­stando lo scudetto, cioè il successo più importante (insieme alla Champions). Da questo punto di vista ha ottenuto di più. Si può obiettare: troppo facile quan­do ti sistemi sulla panchina milanista, club ricco con la vittoria nel dna. Ma più è grande una squadra, più complessa è la gestione delle personalità che la com­pongono. Da questo punto di vista Alle­gri ha fatto sicuramente bene. Mazzarri, però, ha dalla sua la «continuità di ren­dimento »: promozione col Livorno, tre salvezze con la Reggina (l’ultima mira­colosa partendo da meno undici), al pri­mo anno alla Samp la qualificazione Ue­fa, l’anno dopo la finale di Coppa Italia, quindi nella prima stagione napoletana (cominciata in corsa) il posto in Europa League, nella seconda la Champions. Comprensibile l’imbarazzo dei nostri «giurati».
Sono talmente bravi, e ugualmente bravi, che Eugenio Fascetti spiega così il suo punto di vista: «Impossibile dar una preferen­za, impossibile! Sono bravi perché sono en­trambi toscani, devono essere bravi per forza!». E’ una battuta, ma rende la misura di come il confronto Allegri-Mazzarri sia sottile, inestricabile e simbolico del del calcio italia­no. Che sa produrre a ogni nuova generazio­ne, allenatori di primissima grandezza.
EQUILIBRIO - I nostri venti interpellati, nella maggior parte dei casi, non hanno saputo - in molti casi nemmeno voluto - sciogliere il dub­bio, preferendo dividere i meriti tra i due allenatori che più di altri adesso con­densano la stima dei colle­ghi. Bruno Giordano, per esempio, fotografa: «Adottano filosofie di gioco diverse, ma hanno sempre raggiunto l’obiettivo di ini­zio stagione». Fernando Or­si, ha aggiunto un particolare: «Egualmente bravi, sullo stesso piano, sono i migliori alle­natori italiani al momento. Hanno sempre raggiunto il massimo in relazione alla rosa al­lenata». Sulla stessa linea Antonello Cuccu­reddu: «Sono due grandissimi allenatori, che poi vincano o meno trofei non cambia il giu­dizio complessivo. Perché vincere un trofeo dipende da troppi fattori, e non vincere non si­gnifica non aver lavorato bene».
TRE CON ALLEGRI - Hanno espresso una leggera preferenza per Allegri, tre suoi colleghi, di cui uno «di parte», come si è definito lui stes­so. E’Giovanni Galeone “padre tattico” del­l’allenatore del Milan. L’ex tecnico del Pesca­ra, ha spiegato: «Io preferisco Allegri, anche se sono di parte. Non è solo una questione umana, ritengo che Massimiliano abbia cam­biato il Milan più di quanto Mazzarri abbia migliorato il Napoli». D’accordo sulla supe­riorità di Allegri sono anche Gigi De Canio («lavora nel Milan, quindi ha le condizioni migliori per esprimere il proprio proget­to di calcio; Mazzarri sta fa­cendo un grande lavoro ma Allegri è stato fenomenale per come si è inserito nello spogliatoio rossonero») e Maurizio Trombetta, «Allegri ha maggiori capaci­tà di adattamento» ha sottolineato l’ex tecni­co del Cluj.
TRE CON MAZZARRI - Per Giancarlo Camolese è l’allenatore del Napoli il migliore, «perché è partito dalla gavetta, ha dovuto ottenere più risultati prima di arrivare al Napoli». Gigi Ca­gni va ancor più in profondità: «Mazzarri leg­ge meglio le partite, ha più esperienza e mag­giore gavetta alle spalle. E poi le sue squadre esprimono un’idea di calcio che preferisco». Chiude, sempre dalla parte di Mazzarri, Ser­se Cosmi: «Il più bravo non esiste, però Maz­zarri ha dimostrato di essere il migliore tra gli italiani in questo momento, con Guidolin».
CDS

venerdì 16 settembre 2011

Cavani guarda oltre il Milan "Napoli sogna lo scudetto"

L'uruguaiano: "A Manchester bellissimo, grazie anche ai nostri tifosi. E io come loro sogno il tricolore". E su un'eventuale assenza di Lavezzi: "La nostra forza sono la mentalità e il gruppo". Intanto il Pocho invita tutti a mangiare asado.






Il gol di Manchester contro il City è già storia. Edinson Cavani guarda avanti, alla sfida con il Milan, ma non può dimenticare le emozioni dell’Etihad: “Era tanto tempo che il Napoli non giocava in Champions, per me era addirittura la prima volta e dunque è stato bellissimo. Ringrazio i tifosi per il loro boato al momento del mio gol”. Dopo una prestazione come quella fornita in Inghilterra, a Napoli l’entusiasmo è alle stelle e Cavani ne è contagiato: “I tifosi sognano lo scudetto? Anche io sogno come fanno loro. Comunque, penseremo più avanti a quali obiettivi raggiungere, ma di certo non molleremo e daremo tutto per cercare di lottare fino alla fine per i primi posti della classifica – dice a Radio Marte -. Ce la giocheremo con tutte le grandi, lo scorso anno abbiamo perso qualche punto di troppo per strada ed allora stavolta dovremo affrontare ogni gara come una finale”.
Sfida al milan — A partire, logicamente, dalla sfida di domenica sera con il Milan: “E’ una gara importante, ma non è certo decisiva. Comunque, va preparata nei dettagli perché si tratterà di una partita durissima. Vogliamo prenderci una piccola rivincita dopo i due k.o. dello scorso anno. Loro hanno grandi campioni, anche se ne mancheranno alcuni importanti e noi vogliamo vincere per cercare di rendere felici i nostri tifosi che ci tengono tanto a questa gara”. Per farlo, secondo Cavani, “dovremo giocare da Napoli con la mentalità che ci ha trasferito Mazzarri e che ormai ci contraddistingue. Abbiamo una rosa ampia, speriamo che Lavezzi possa farcela ma altrimenti chi giocherà al suo posto sarà all’altezza della situazione”. Del resto, per il Matador la forza del Napoli risiede nel gruppo: “Credo sia questo l’aspetto che fa la differenza. Ieri sera ad esempio, il Pocho e la sua fidanzata Yanina hanno invitato noi sudamericani a mangiare l’asado da lui. E’ stata una bella serata, Ezequiel se la cava bene anche in cucina”.
GDS

giovedì 15 settembre 2011

Video - Boato impressionante all' Eithad Stadium al goal di Edinson Cavani

Un boato davvero impressionante si leva dalla curva occupata dai tifosi Azzurri a Manchester: