lunedì 16 gennaio 2012

Il Papà di Marco Simoncelli stasera ospite al San paolo:"Mio figlio si commosse sulle note di ò surdato'nnammurato"


Paolo Simoncelli, ospite d’onore stasera al San Paolo,
è intervenuto ai microfoni di Radio Marte con una
breve dichiarazione sul Napoli e sul San Paolo:
“Io ho aspettato volentieri di ritornare al San Paolo perchè io e mio figlio eravamo venuti due anni fa allo stadio e a Marco era piaciuta tantissimo la canzone “‘O surdato ‘nnamurato” cantata da tutti i tifosi. Ricordo che alla fine della canzone Marco  si commosse.”


domenica 15 gennaio 2012

Maradona operato d'urgenza a un rene



Nemmeno il tempo di festeggiare la vittoria col suo Al Wasl nel campionato degli Emirati Arabi, battendo 2-1 l'Al Alhi di Fabio Cannavaro: l'ex fuoriclasse del Napoli e ora allenatore, l'argentino Diego Armando Maradona, è stato ricoverato in ospedale a Dubai, dove è stato già operato d'urgenza per l'estrazione di un calcolo al rene. A dare notizia dell'avvenuto intervento e dell'esito positivo è stata la figlia Dalma, su twitter: "L'operazione di mio papà è andata molto bene". Poi ha ringraziato tutti "quelli che si preoccupano e chiedono della sua salute".
La notizia del ricovero, invece, era arrivata dal sito dell'Al Wasl, la squadra allenata da Maradona negli Emirati. Secondo le prime informazioni, l'ex c.t. della nazionale argentina, sarà dimesso entro martedì dall'ospedale di Dubai

Mazzarri:"Giocherà Dossena.Contratto?Fa piacere si cerchi la mia riconferma.Vargas è forte ma ha bisogno di tempo"


Dopo la Coppa Italia, è possibile aspettarsi il Napoli di Palermo contro un avversario difficile?"Più che quello di Palermo, vorrei vedere il Napoli dei primi minuti con il Genoa, che non fa ragionare gli avversari e mette subito le cose in chiaro. In altre partite, compresa quella di Palermo, l'approccio non è stato dei migliori. Sono fiducioso per domani, ho parlato con i ragazzi e li vedo carichi. Giochiamo contro un Bologna il cui allenatore l'anno scorso ci ha messo in difficoltà".

Serve continuità per risalire la classifica?"Siamo una squadra che molte volte dipende da se stessa, non guarda mai gli altri. Quando non abbiamo fatto le cose al meglio abbiamo perso contro squadre meno forti di noi. Quando abbiamo fatto bene ciò che sappiamo fare, abbiamo battuto anche avversari più forti di noi. Dobbiamo dare sempre il centodieci per cento, soprattutto in fase passiva".

Pandev è l'uomo in più del Napoli in questo momento?"E' un giocatore importante come altri della nostra rosa. Mi hanno fatto piacere le sue parole di apprezzamento per il lavoro che si fa qui. E' un grande giocatore, ma questo lo sapevamo già".

Lo considera una scommessa vinta?"E' il mio orgoglio. Se il giocatore è forte, noi siamo in grado di metterlo nelle migliori condizioni per mettere in pratica il suo bagaglio tecnico".

Si aspetta che la grande forza del gruppo aiuti l'ambientamento di Vargas?
"Edu è un giocatore forte, ma ha bisogno di tempo. E' diverso da Pandev, quando sarà messo nelle condizioni di capire il nostro calcio e i movimenti giusti sarà un giocatore importante. E' un investimento che la società ha fatto ora per ragioni di opportunità, come avvenne per Dossena due stagioni fa, ma in chiara ottica futura".

Prove di rinnovo del suo contratto?"In questo momento penso solo al Bologna. Ho già detto che voglio onorare l'attuale contratto, poi in futuro si vedrà. Certo fa piacere che ogni anno si cerchi la mia riconferma, significa che ho fatto bene. Se ci saranno le opportunità per andare avanti lo faremo nelle sedi opportune".

Per Britos e Donadel quanto tempo occorre per considerarli al pari dei titolari?"Devono allenarsi bene, considerando che a centrocampo ad esempio ho Inler, Dzemaili e Gargano che stanno facendo bene. Dopo il Siena inizia un trittico di partite importanti, ci sarà spazio per tutti".

Il Bologna proverà a mettervi in difficoltà tatticamente."Noi dobbiamo essere il Napoli, certo fa piacere leggere di tante squadre che pensano alla difesa a tre".

Sette partite che il Napoli prende gol. Ora che può lavorare al meglio durante la settimana, è in quest'aspetto che il Napoli deve migliorare?"Sì. I meccanismi difensivi vanno ripetuti allenamento dopo allenamento, ora abbiamo più tempo per poterlo fare. E poi conta anche l'atteggiamento psicologico, dobbiamo essere più cattivi anche contro squadre non blasonate".

Lavezzi come sta?"A quanto mi dice il dottore, da martedì dovrei riaverlo in gruppo".

Solito ballottaggio a sinistra tra Dossena e Zuniga?"Credo giochi Dossena, mentre la formazione dovrebbe essere quella tipica".

Ulivieri: "Vi racconto l'incredibile storia di Mazzarri"


Una vita di calcio e per il calcio. Soprattutto: quarant'anni di panchina. Cosicché l'essere oggi presidente dell'Assoallenatori, per Renzo Ulivieri è forse solo la logica conclusione d'un lungo, appassionato percorso. Diciotto le squadre che ha allenato. E tra queste il Bologna e il Napoli che domani notte si ritroveranno l'uno di fronte all'altro.
Si può parlare di conflitto di sentimenti,Ulivieri?
"Napoli e Bologna sono due miei vecchi amori, è vero, ma ormai guardo le cose con distacco. Con interesse, certo, ma per gli anni trascorsi, anche con distacco. Quella che è rimasta intatta è la simpatia. A Bologna e a Napoli ho trascorso anni fantastici. A queste città e a queste squadre mi legano amici e bei ricordi".
Dal passato al presente. Il Napoli ha ripreso a correre, vincere e sperare anche in campionato. Ma quella per il terzo posto è una missione possibile?
"Certo che sì. Non siamo neppure a metà campionato. La stagione è ancora tutta da scrivere. Ma sia chiaro: visto come corrono anche quelle che gli stanno davanti, per acciuffare il terzo posto il Napoli d'ora in avanti dovrà andare a tavoletta".
Che vuol dire: sempre grande condizione fisica e mentale?
"Mentale soprattutto. La condizione fisica la curi con gli allenamenti. Più complicato, invece, è tenere sempre la squadra sulla corda, al massimo della concentrazione in ogni impegno".
Ma Mazzarri non è un maestro della motivazione?
"Walter è un maestro nel tentare di tenere sempre altissima la concentrazione dei suoi ragazzi".
Tentare?
"Sì. Perché puoi essere bravo quanto ti pare, ma poi devi fare sempre i conti con i limiti oggettivi dei singoli e della squadra. Cosicché alla fine l'allenatore più bravo è quello che limita i danni provocati dallo stress o dai troppi e ravvicinati impegni".
Mazzarri. La prima volta che siete stati insieme fu a Modena, nell'89. Lui giocatore e lei in panchina. S'accorse già allora che aveva la stoffa dell'allenatore?
"Intanto, non fu un grande affare averlo in squadra. L'avevo preso per mettere a posto il centrocampo e invece lui era sempre infortunato. Però, forse proprio per questo parlavamo molto. E già allora era uno che ragionava molto sul calcio. Non mi meraviglio che sia diventato un bravo allenatore".
Per questo lo volle nel suo staff prima a Bologna e poi a Napoli?
"A Bologna il mio secondo era il povero Buso. Mazzarri era più un osservatore. A Napoli, nel '98, lo presi invece come all'allenatore dei portieri. Vuole sapere la storia come andò?".
Ovvio.
"A Napoli il mio vice era Montefusco. Come preparatore di portieri avrei voluto ancora Buso ma aveva già altri impegni. Fu proprio lui a consigliarmi Mazzarri. Prendilo, in un paio di mesi gli insegno io come si allenano i portieri, mi disse. Mi convinsi e lo presi. Lo presi anche perché in porta avevo Taglialatela, uno di quei portieri ai quali non avevi poi granché da insegnare. Fosse stato un giovane... ".
Però parlavate molto di pallone.
"Moltissimo. Eravamo entrambi fuori casa, lontano dalle famiglie e passavamo molto tempo assieme anche fuori del campo".
Fu lei ad avvicinarlo al 3-4-3?
"No. Non credo. Anche se di questo disegno tattico mi sento un po' padre. Lo sperimentai la prima volta a Bologna nel '95, in un match di coppa Italia contro il Milan. Ci stavamo lavorando già da un po' di tempo e allora con me a Bologna c'era anche Walter. Ma nel tempo lui l'ha ristudiato, l'ha modificato".
Un'accusa che gli viene mossa è quella d'essere tatticamente rigido. Di cambiare poco o niente.
"Non è vero. Anzi, è il contrario. Mazzarri tatticamente è flessibile. In partita cambia spesso: raramente finisce una partita così come l'ha cominciata. Certe critiche sono ingiuste".
Ma Mazzarri ha "rubato" qualcosa ad Ulivieri oppure no?
"Credo di no. Credo che tra noi ci siano molte differenze".
Forse vi uniscono due "caratterini" proprio niente male?
"Probabilmente sì. Anche se forse non è vero manco questo. Io, ad esempio, Napoli la vivevo molto. Appena avevo un paio d'ore libere me ne andavo in giro. Lui è un po' più orso. Walter si chiude con la squadra in una specie di fortino. Ma forse ha ragione lui. Quando c'ero io era più facile girare per strada. Oggi, con le attese che ci sono attorno al Napoli, sarebbe complicato pure questo".
Fonte:CDS

sabato 14 gennaio 2012

I pm:Tra il Napoli e la Camorra nessuna relazione o interferenza


«Posso escludere che dalle indagini in corso emergano elementi riconducibili a interferenze, di qualsiasi tipo, della camorra nelle vicende e nelle partite del Napoli», dice a Repubblica il procuratore capo reggente Alessandro Pennasilico. Il capo dei pm riannoda i fili delle inchieste sul calcio scommesse che vedono impegnati due pool dell’ufficio inquirente. E rileva: «Nelle notizie che circolano vedo parecchia confusione. I calciatori del Napoli sono stati ascoltati tutti come testi, c’è un solo indagato».
Pennasilico si riferisce a Matteo Gianello, ex terzo portiere, sospettato di frode sportiva nel filone che prende in esame alcune gare del Napoli ed è condotto dal pm Antonio Ardituro con il procuratore aggiunto Gianni Melillo. Giovedì i magistrati (del pool fanno parte anche i pm Danilo De Simone, Stefano Capuano e Vincenzo Ranieri) hanno sentito il portiere Morgan De Sanctis sulla mancata esultanza al quarto gol di Cavani durante Napoli-Lecce (terminata 4-2) del 3 dicembre. Ma il cuore di questo capitolo riguarda i rapporti fra Gianello e i fratelli Cossato, suoi ex compagni di squadra nel Chievo. Su questo aspetto sono stati sentiti giocatori e disposte intercettazioni. Nei mesi scorsi la Procura ha sequestrato il computer di Michele Cossato, difeso dall’avvocato Francesco Picca.
Gianello è stato interrogato il 15 giugno.«Ha chiarito tutto, chiederò l’archiviazione», afferma l’avvocato Vincenzo Maria Siniscalchi.
Almeno fino a ora audizioni e intercettazioni non hanno fatto trasparire, come chiarito dal procuratore Pennasilico, condizionamenti da parte della camorra, neppure durante Napoli-Parma 2-3 del 5 aprile 2010, la gara seguita a bordo campo del boss Antonio Lo Russo. Su disposizione del procuratore aggiunto Melillo, la Procura ha però scelto di trattare in un fascicolo unitario, affidato al pm Capuano, i recenti furti o rapine ai danni di giocatori del Napoli, loro familiari o procuratori, così da fare piena luce su eventuali collegamenti fra i diversi episodi. Su altre due partite sulle quali si sta indagando, Sampdoria-Napoli 1-0, ultima del campionato 2009-2010, e Lecce-Napoli 2-1 del torneo 2010-2011, le verifiche sin qui condotte non avrebbero fatto emergere anomalie nella condotta di gara degli azzurri.
È in pieno svolgimento anche l’indagine del pm Pierpaolo Filippelli con il procuratore aggiunto Rosario Cantelmo che, partita dalle infiltrazioni della camorra di Castellammare nei centri scommesse, si è sviluppata su diversi piani, dalle giocate “live” alle puntate sui risultati “over”. In uno dei filoni è indagato l’ex allenatore dell’Inter Hector Cuper. In un altro, ieri pomeriggio, è stato sentito come teste il presidente del Chievo Luca Campedelli.
Fonte:Repubblica

venerdì 13 gennaio 2012

FOTO-Lavezzi a cena con i Sudamericani,anche Vargas con loro

"Cenando con la banda". Questo il tweet di Ezequiel Lavezzi. Il Pocho ha allegato al messaggio sul noto social network Twitter anche un'immagine che testimonia una serata trascorsa insieme agli altri azzurri sudamericani. Alla cena presenti Campagnaro, Chavez, Gargano, Britos, Zuniga ed anche Edu Vargas, accompagnato dal suo agente Cristian Ogalde e il suo migliore amico Sergio Valenzuela.

Calcioscommesse:Napoli Parma torna nel mirino:Gianello Indagato



NAPOLI - L'accusa è «frode sportiva in concorso». Matteo Gianello, in forza al Napoli come portiere di riserva fino al giugno scorso, risulta tra gli indagati
nell'ambito dell'inchiesta sul calcioscommesse.

Nel mirino c'è Napoli-Parma 2-3 del 2009. Secondo i pm napoletani Marino, De Simone e Ranieri, a far nascere sospetti è la partita interna con gli emiliani, persa dagli azzurri; è la gara in cui venne fotografato a bordo campo al San Paolo il figlio del boss Antonio Lo Russo (spesso presente sulla pista d'atletica nella partite del Napoli). Per la Procura quella partita è stata oggetto di combine.
Fonte:Il mattino