venerdì 19 ottobre 2012

Juve Napoli supersfida a Torino



TORINO - Ci siamo, è il grande giorno di Juve-Napoli. Dopo due settimane di attesa ricche di polemiche a distanza, adesso a parlare sarà soltanto il campo. Le squadre di Conte e Mazzarri si giocano la prima fetta di scudetto in uno Juventus Stadium che si annuncia infuocato. Tutto il mondo sarà collegato per godersi questa supersfida che vede di fronte le due capoliste del campionato, quelle che finora hanno mostrato di essere le più autorevoli candidate alla vittoria finale. A parlare sono i numeri: si affronteranno le due uniche squadre ancora imbattute, quelle che hanno vinto più gare (6), quelle che hanno i migliori attacchi del torneo (prima la Juventus con 17 reti all'attivo, secondo il Napoli con 14 alla pari della Roma) e le migliori difese del campionato (primo il Napoli con appena 3 gol incassati, segue la Juventus con 4).

QUI JUVE - Deve fare i conti con le assenze Conte (in panchina torna dopo la squalifica il suo vice Alessio). Nemmeno convocati Buffon (problema all'adduttore), Vucinic (influenza), De Ceglie (affaticamento) e Pepe che ancora non ha completato il recupero. In porta andrà Storari, in attacco Quagliarella e Giovinco sono favoriti su Matri.

QUI NAPOLI - Recuperato pienamente Cavani, rientrato solo giovedì sera dall'Uruguay, Mazzarri sembra aver sciolto tutti i dubbi: il Matador in avanti insieme a Pandev, con Hamsik a supporto. In difesa Gamberini confermato nel terzetto con Campagnaro e Cannavaro. Il capitano azzurro festeggerà la 400/a presenza ufficiale della propria carriera professionistica.

PROBABILI FORMAZIONI JUVE-NAPOLI ORE 18
tempo reale su Corrieredellosport.it
JUVENTUS (3-5-2):
30 Storari, 15 Barzagli, 19 Bonucci, 3 Chiellini, 26 Lichtsteiner, 23 Vidal, 21 Pirlo, 8 Marchisio, 22 Asamoah, 27 Quagliarella, 12 Giovinco. A disp. 31 Branescu, 34 Rubinho, 4 Caceres, 2 Lucio, 6 Pogba, 20 Padoin, 33 Isla, 24 Giaccherini, 39 Marrone, 32 Matri, 17 Bendtner. All. Alessio-Conte Squalificati: nessuno. Diffidati: nessuno. Indisponibili: Buffon, Vucinic, De Ceglie.
NAPOLI (3-4-1-2): 1 De Sanctis, 14 Campagnaro, 28 Cannavaro, 55 Gamberini, 11 Maggio, 88 Inler, 85 Behrami, 18 Zuniga, 17 Hamsik, 19 Pandev, 7 Cavani. A disp. 22 Rosati, 2 Grava, 3 Uvini, 21 Fernandez, 6 Aronica, 16 Mesto, 4 Donadel, 8 Dossena, 20 Dzemaili, 24 Insigne, 9 Vargas. Squalificati: nessuno. Diffidati: nessuno Indisponibili: nessuno.
ARBITRO: Damato di Barletta. Assistenti Niccolai-Tonolini. Arbitri d'area: Bergonzi-De Marco. Quarto uomo: Maggiani

Fonte:CDS

domenica 14 ottobre 2012

Mazzarri:"Napoli più maturo e più completo"



Nel cono di luce che si staglia in lontananza, c'è il più grande spettacolo del prossimo week-end: e quando tutto sarà finito, ciò che resterà di Juventus-Napoli è un'emozione incontrollabile durata quindici giorni. Il Classico del calcio contemporaneo, nel quale infila però anche tutte le suggestioni e le argomentazioni suggerite dal passato, le sfide indimenticabili degli anni '80, il duello a distanza tra Maradona e Platini, ma soprattutto l'evoluzione dell'ultimo quinquennio, affrontato a braccetto dopo la promozione ottenuta (ma guarda un po') insieme dalla B. Juventus-Napoli è già nella pelle e nella testa e nei pensieri di Walter Mazzarri che si tuffa - attraverso un forum spigliato - nelle pieghe d'un match senza freni e pure senza veli: Sua Maestà è al suo fianco - e chi l'avrebbe detto? - e le vibrazioni d'un sabato specialissimo già s'avvertono nella scelta ricercata del sostantivo, dell'aggettivo, dell'annotazione da infilare al posto giusto perché è già arrivato il momento giusto. Juventus-Napoli è un testa a testa nel quale non si possono trascurare manco i dettagli e figuratevi un po' se a Mazzarri, nella sua lucidissima «ossessione», possa mai sfuggire una virgola in questo viaggio del personalissimo triennio che conduce all'Evento. Il calcio è un gioco da prendere sul serio e Juventus-Napoli è praticamente cominciata.

E' Juventus-Napoli, Mazzarri: cioè il meglio del nostro campionato, uno spot del calcio italiano per l'Europa.
«Ho sempre impostato la mia filosofia professionale sulla ricerca del bel gioco: posso solo sentirmi orgoglioso d'essere il tecnico di una delle due squadre. Una partita si vince, si perde, ma ai risultati si accede attraverso l'organizzazione, il metodo di lavoro e qualche personalizzazione».

Quanto vale questo match?
«Presto per dirlo: siamo appena alla ottava, ne resteranno altre trenta da giocare. Saremo ospiti in uno stadio bellissimo d'una Juventus imbattuta da oltre un anno. Ma la strada è lunga e poi al ritorno si va in scena al San Paolo: sarà più importante quella gara lì, perché più prossima alla chiusura del campionato».

Ma potrebbe diventare una partita, come dire?, decisiva, se una delle due formazioni dovesse dominare l'avversaria?
«Assolutamente no. Puoi perdere in qualsiasi modo, hai il tempo per rifarti. Già dopo una settimana, ad esempio. No, questa non incide; la sfida che conta la affronteremo a Fuorigrotta».

E' vero almeno che voi del Napoli siete diventati più cinici?
«Forse più maturi, più completi. Ora siamo più squadra: in passato abbiamo pagato le minime disattenzioni persino nel corso di match nei quali per 60-70 minuti avevamo dominato. Per subire un gol, ci bastavano una ventina di minuti di sofferenza o una serie di calci d'angolo. Un anno fa, con la Juventus, passammo dal 3-1 al 3-3; quest'anno abbiamo battuto la Fiorentina e la Sampdoria: è stato prezioso lavorare sulla testa, su qualche movimento, modificare le nostre scelte sulle palle inattive e colpire quando avevamo il pallino del gioco in mano».

La Juventus alla lente d'ingrandimento: è tanto ritmo, per cominciare.
«Ricalca un po' il modello-Barcellona: quando perde il pallone lo va a riprendere subito. Nella passata stagione, non ti faceva respirare e poi trovava sempre il gol. Tutto è incentrato sulla fase difensiva, ma se non hai il pieno di energia devi essere saggio, saper far girare la palla e costringere gli altri a correre».

Di nuovo a Napoli: cresce la squadra, ma pure il pubblico.
«Ricordo la mia prima frase, quando arrivai tre anni fa: voglio essere il vostro garante, avremo sempre un'anima. E' nato così il feeling e poi si è via via sviluppato. Abbiamo subito sconfitte interne e ricevuto l'applauso del pubblico. Ho visto uno striscione: oltre il risultato. Io alla gente parlo e la gente capisce. E poi Napoli ha tradizione e buon gusto: ricordano ancora, giustamente, Vinicio, che faceva divertire».

Le tre reti a Eindhoven non hanno lasciato tracce nell'umore popolare.
«E' stato importante essere onesti: abbiamo spiegato qual era il progetto societario; abbiamo sottolineato i rischi delle partite ogni quattro giorni, i cicli di sette gare in tre settimane; abbiamo ribadito le difficoltà del nostro campionato e le agevolazioni di alcune nostre avversarie. Siamo stati chiari. E' inevitabile che a volte le cose vadano in un certo modo: il Psv, ad esempio, può spendere contro di noi tutto e poi limitarsi, alla domenica, a dare il 40% per vincere in campionato».

Altrove c'è una forbice ampia...
«E in Italia è ridottissima. Il livello generale del nostro calcio è elevato. Qui le partite vere sono trentotto, in Portogallo o in Spagna o in Olanda o in Svezia o in Ucraina, saranno sette-otto. So già che il Dnipro con noi farà la partita della vita; come lo Shakthar con la Juventus: loro non hanno rivali, sono venuti a Torino e andavano, andavano. Non avevano consumato prima, non avrebbero consumato dopo».

Dicevamo: tre anni di Mazzarri a Napoli.
«E risultati straordinari, tra cui la crescita di un club che vuole essere grande nel tempo e anche virtuoso».

Nella sua carriera, non ha sbagliato un anno: ma pensava d'arrivare a giocarsela alla pari con la Juve da anti-Juve?
«Mi permetto di ribadire miei vecchi concetti: i risultati vanno studiati in base ad un'analisi ampia che tenga presente vari parametri. Oggi, classifica alla mano, escludendo il Napoli per ovvii motivi, la vera sorpresa è il Catania di Maran. E se dovesse chiudere al quinto posto, sarebbe quello il caso eclatante: io nelle riflessioni ci calcolo il budget, il bacino d'utenza. E poi che il Napoli sia l'anti-Juve lo dite voi. Spiegatemi il perché».

Perché è il tecnico che da più tempo è sulla stessa panchina; perché ha dato continuità: perché avete ottenuto risultati; perché vi siete rinforzati mentre Milan e Inter hanno ceduto i gioielli di famiglia...
«Lettura organica che posso accettare. Però la Roma un anno fa aveva cominciato ad allestire una squadra fortissima; e la Juventus, sempre un anno fa, ha acquistato sei calciatori di spessore internazionale, Pirlo-Vucinic-Vidal tanto per fare solo tre nomi. Io vivo di razionalità».

Alla Juventus lo scudetto a voi il titolo di società modello: investimenti nettamente inferiori, monte ingaggi pari ad un terzo di quello della Vecchia Signora. E' un miracolo napoletano?
«Mi fa piacere che si notino certe strategie: il Napoli ha costruito un'impresa e penso che certe valutazioni non vadano sostenute soltanto attraverso i risultati sportivi».

Mazzarri, racconti Mazzarri.
«Quando cominciai a fare l'allenatore dissi a mia moglie: voglio farlo a modo mio, con le mie idee, sapendo che una domenica potrei essere in panchina e l'altra no. Sono partito dalla C2 e qualcuno mi dava del matto: sono ancora qua, con il gusto di allenare i giocatori e di vincere, di migliorare il mio percorso. Foti, presidente alla Reggina, ripeteva: lei è sempre lo stesso, comunque vada la partita. E' così: io non mi godo i successi, al fischio finale penso già alla gara successiva. Solo dopo aver vinto la Coppa Italia con il Napoli sono stato cinque giorni a pensare d'aver realizzato qualcosa di importante. Poi, per il resto, i tre punti servono per gestire; al resto penso con il lavoro: e lì mi sento libero».

Da dove nasce questa libertà?
«Dal rispetto che dò e ricevo. Io se non vengo attaccato non entro mai in polemica: eppure c'è chi mi dà dell'antipatico senza che neppure mi conosca. Mi sembra pazzesco. Ma so che c'è faziosità, ci sono interessi: al di sopra delle parti ci sono soltanto i giudici, gli arbitri».

A proposito dei quali: nota per caso difformità di giudizio su episodi identici?
«Ho parlato dopo la partita di Pechino e non lo faccio più: quelle riflessioni dovevano servire da spunto. Sono accadute alcune cose, in Cina, e ho pensato di fare un discorso costruttivo. Altri commenti non ne aggiungo».

Par di capire: doppio giallo a Zuniga, nella finale di Supercoppa; secondo giallo risparmiato a Chiellini a Siena...
«Non parlo».

La difformità di giudizio dove nasce?
«Quando si dice che l'importante è che ci sia uniformità, ma soprattutto le regole ci sono e vanno applicate nello stesso modo».

Si sente osservato speciale dagli arbitri, dai quali viene spesso espulso?
«E quante volte sono poi stato squalificato? Statisticamente, sono stato cacciato meno volte di altri tecnici di cui non si parla. E sempre perché semmai mi agito, sbraccio. Posso capire che può non piacere, ma non faccio nulla di male. In dodici anni di panchina, sono uscito anzitempo sedici volte: meno di due a stagione, e sono stato pure nel Bronx del calcio».

Dicono di lei: trasforma i calciatori.
«Grazie per l'annotazione: Bellucci con me ha battuto il suo record di gol ed era a fine carriera; Cassano fece dieci gol nel suo primo anno di Samp; e poi Ciccio Cozza che non è una punta e Protti e Bianchi e Amoruso. E Hamsik e Cavani: diciamo che è fortuna».

Ma se glielo lo stiamo riconoscendo....
«Eppure c'è chi continua a dire che sono un difensivista, c'è questa favola che il napoli giochi in contropiede. Noi che attacchiamo sempre con almeno cinque giocatori. Sento certe cose e però poi scopro con soddisfazione che Guardiola, il massimo in materia, uno al di sopra di tutti che osserva dall'esterno, sottolinea il nostro modo di attaccare».

Va di moda la difesa a tre...
«Sapete quando Conte ha cambiato? Quando ha voluto neutralizzarci. Non voleva certo copiarci, ma bloccarci sulle fasce, frenare la nostra superiorità. E pure Guardiola, incuriosito, la provò. Persino in Inghilterra, impensabile, c'è chi ha tentato. La visibilità permette di fare scuola, ma è per questo che io guardo il lavoro di Maran».

Non si ricordano scontri clamorosi tra lei e qualche calciatore.
«Preferisco prevenire piuttosto che curare. Chiedete a Santoro - il team manager - che passa con me tutto il tempo, o a Frustalupi, il mio secondo che è un grande allenatore: colloqui quotidiani, anche ripetuti. Quando Gargano è rientrato dallo spogliatoio in ritardo, in campo c'è andato Dzemaili. E poi il giorno dopo ne abbiamo parlato tutti assieme. Credetemi, più difficile all'Acireale, in C/2. Qui arrivo sfinito, perché voglio gestire tutto: sono pignolo, ma la credibilità la acquisiti così».

La Juventus non avrà Conte in panchina: quanto incide la sua assenza?
«Non so e non posso saperlo».

Lei ha espresso grandi apprezzamenti nei confronti di Conte ma che idea si è fatto della vicenda delle scommesse?
«Non mi inoltro neanche in argomenti in cui non sono preparatissimo. Non vorrei che qualcuno pensasse che voglia fare il Ponzio Pilato: ma non so».

La Champions toglierà anche alla Juventus?
«Pure i giornalisti al seguito si stancano. Con campionato e una coppa del genere, qualsiasi cosa tu faccia se perdi è sbagliata. Ma la coperta è sempre corta, perché ogni tre giorni lo stress e la fatica ti prosciugano. E poi non riesci ad allenare, a spiegare: a me piace dare gli input, far digerire anche dodici soluzioni. Ma se hai una sola seduta, come fai a spiegarne più di due?».

Paradosso: sembrate più equilibrati senza Lavezzi.
«Lavezzi ci ha dato tanto ed è andato via da top player. Un po' credo di averlo aiutato anche io ad arrivare a certi livelli. Noi abbiamo delle logiche: Pandev è arrivato ad agosto del 2011, era l'alternativa del Pocho, siamo stati bravi a riportare Goran alla luce, a tenerlo poi qui con noi. Ma su certi processi siamo soliti poderare, non sprechiamo e tentiamo di avvicinarci ad uno status elitario attraverso il nostro modo di far calcio. Qui c'è continuità: sono andati via due uomini già affermati come Gargano e Lavezzi, sono arrivati un centrocampista di qualità, Behrami, e una promessa che arriva dalla B, Insigne. Il mosaico si completa attraverso le intuizioni».

Lavorate in proiezione...
«Ma non è facile, anche perché poi per deragliare basta poco. Ora tutta l'attenzione è su Insigne, ma per prendere una capata (testuale..., ndr), bastano un paio di partite sbagliate. E allora, io provo a proteggere i ragazzi: quando arrivai, Lavezzi e Hamsik avevano fatto addirittura un punto in meno della mia Reggina; e il Cavani di Palermo era diverso. A me piace parlare di calcio in questi termini, ma so che un titolo sbagliato su un giornale....».

A proposito, quanto vicino è stato alla Juventus...?
«Ecco, vedete, appunto: non lo so, per niente, non mi cercò nessuno».

Le manca la Champions?
«Io mi arrabbio solo quando non posso preparare le partite come vorrei, magari storpiando i nomi degli avversari per provare a trasmettere ai miei ragazzi un pizzico di convinzione in più: un modo per farli pensare che ciò che conta è la tattica, il modo di attuarla; che ha importanza e dunque incidenza ciò che facciamo noi, non chi sono gli altri».

Cavani tornerà da La Paz, 3600 metri sul livello del mare, a due giorni dalla Juve...
«Mi fate venire l'angoscia, così m'ammazzate. Spero smaltisca, ha avuto indicazioni, come mangiare e come riposare; e poi lui sa come fare, è abituato. E questa è una partita che dà stimoli da sé».

Firmerebbe per il pari e per il secondo posto che vale la Champions?
«No, perché non fa parte della mia natura. Io non mi accontento mai e ai miei voglio infondere mentalità vincente».

Quando si ferma un po', magari per un anno: con tutta questa tensione?
«A fine stagione, se ci arrivo. A parte gli scherzi: sono da dodici anni che corro, senza soste. Ma lo stress l'ho conosciuto in C2, non a questi livelli e quando sei in una grande squadra».

Fonte:CDS

De Laurentiis ospiterà il Quarto al San Paolo



Quarto. Dopo la Nazionale, anche il Napoli di De Laurentiis aderisce ufficialmente al progetto anticamorra del club antiracket Nuovo Quarto per la Legalità: un gruppo di calciatori flegrei della prima squadra e i ragazzini della juniores, fischiati un mese fa durante una partita amichevole dagli ultrà di Pianura con cori contro i pm anticamorra e la polizia, saranno ospiti del Napoli al San Paolo nella gara di campionato contro il Chievo del 28 ottobre. De Laurentiis in una recente intervista al «Mattino» aveva espresso solidarietà alla dirigenza del club che milita nel campionato di Promozione e che era stato oggetto di una serie di raid vandalici. Un sodalizio calcistico rinato per volontà della procura e del pm della Dda Antonello Ardituro, dopo il sequestro delle quote societarie ad un imprenditore accusato di presunti legami con il clan camorristico dei Polverino. Il progetto legalità va avanti e il presidente del Napoli ha fatto pervenire alla dirigenza quartese 30 biglietti per la gara casalinga della squadra di Mazzarri, il 28 ottobre, contro il Chievo. «Dopo la decisione della Figc di venire in delegazione sul nostro campo con il ct Prandelli, questa è un’altra bella notizia per il nostro impegno anticamorra – sottolinea il presidente Cuomo – De Laurentiis ci aveva subito espresso pubblicamente solidarietà e ci aveva invitato ad una gara amichevole nel centro tecnico di Castelvolturno. Ora, anche grazie all’assessore allo Sport Pina Tommasielli che è da sempre vicina al nostro progetto, saremo ospitati sugli spalti del San Paolo». La dirigenza quartese ha deciso di destinare una parte dei 30 tagliandi di Napoli-Chievo alle parrocchie e alle scuole elementari e medie inferiori del territorio. Un segno tangibile dell’importanza riposta nei giovani. Per cancellare l’onta di un club accusato dai pm anticamorra di essere diventato in passato un «giocattolo in mano ai boss». «Siamo grati al presidente De Laurentiis perché l’appoggio dimostrato dal Napoli ci permetterà di veicolare ancora meglio il nostro messaggio anticamorra – conclude Cuomo – Intorno a noi cresce l’entusiasmo e sempre più giovani vengono a vedere le nostre partite. È un segnale importante, per un calcio pulito che mette alla porta gli ultrà violenti e i cori ingiuriosi contro forze dell’ordine e magistrati». Oggi il Nuovo Quarto per la Legalità giocherà a Sessa Aurunca il big-match che vale la leadership della classifica nel girone A del campionato Promozione contro il Virtus Caiazzo, ma la testa è già al San Paolo.

venerdì 12 ottobre 2012

Lavezzi,da idolo di Napoli a separato in casa a Parigi



Un avvio così difficile non se lo sarebbe mai aspettato. Ezequiel Lavezzi sceglie Parigi in estate per consacrarsi a livello internazionale e Napoli diventa un ricordo lontano.

I tifosi cominciano a soffrire di nostalgia dopo cinque anni di amore intenso. Ma in pochi mesi la situazione si rovescia. Perché il destino è beffardo e ci mette lo zampino.

Cavani, Pandev e Hamsik macinano gol e spettacolo e il fantasma del Pocho si allontana dal San Paolo. L'argentino, nel frattempo, soffre l'impatto con la Francia. La strada è disseminata di trappole e Lavezzi ci casca in pieno.
L'espulsione  -  alla seconda di campionato  -  contro l'Ajaccio per un'entrataccia su Andrè gli costa immediatamente il posto da titolare. Carlo Ancelotti lo relega in panchina mentre Ibrahimovic, Pastore e Menez deliziano il Parco dei Principi.

Il Pocho prova a ritrovare la maglia da titolare perduta ma nel frattempo si fa male. Due infortuni consecutivi: lo stiramento alla coscia sinistra e l'ultimo  -  in Champions League - all'adduttore.

Entra con il Porto, gioca sette minuti e sente il muscolo pizzicare. Esce e s'infuria. In Francia esplode ufficialmente il caso. 'Non fa una vita d'atleta', questa l'accusa dei media transalpini che si accorgono immediatamente del feeling del Pocho con il by night.

Carlo Ancelotti, suo allenatore al Psg, apre il fronte: "Non so cosa faccia la sera. Non sono il padre di Lavezzi, ma uno stile corretto è fondamentale". Lo 'schiaffò
aumenta i rimpianti del 27enne attaccante di Villa Gobernador Galvez che si rifugia su twitter, il social network preferito dove esternare i suoi pensieri. I messaggi d'amore per la maglia azzurra diventano  quasi ininterrotti.

L'ultimo è eloquente ("Grazie ai tifosi italiani che scrivono cose belle ma anche a quelli che la pensano diversamente") e fa il verso alla massima di Oscar Wilde. 'Bene o male, basta che se ne parli'.

Lavezzi soffre l'anonimato parigino: a Napoli era un idolo e gli veniva perdonato tutto, in Francia è sempre sulla graticola. Adesso ne avrà almeno per un mese e sabato 20 sicuramente darà un'occhiata alla supersfida contro la Juve. A maggio  -  in occasione della finale di Coppa Italia  -  lui c'era ed è stato protagonista. Stavolta gli toccherà un posto davanti alla tv. Il magone è garantito.

Repubblica.it

2.099 biglietti per la sfida con la Juve



Solo 2.099 biglietti per i tifosi del Napoli allo Juventus Stadium di fronte a una richiesta di oltre diecimila tagliandi. La società bianconera ha reso noto ilnumero e le modalità di vendita dei biglietti del settore ospiti per la sfida di sabato 20 ottobre alle 18. La capienza del settore ospiti è di 2.099 spettatori, suddivisi in 1.016 (1° livello) e 1.083 (2° livello). La vendita dei tagliandi del 2° livello su indicazione della Questura di Torino avverrà solo ad esaurimento del primo livello. I biglietti potranno essere acquistati da lunedì 15 ottobre alle ore 10.00 al prezzo di Euro 40 per l'intero e Euro 20 per il ridotto (under 16). La vendita è riservata esclusivamente a chi è in possesso della Tessera del Tifoso in originale, ed avverrà attraverso la rete biglietteria Calcio Ospiti della Listicket (www.listicket.it). La vendita terminerà venerdì 19 ottobre alle ore 19.00.

Fonte:CDS

giovedì 4 ottobre 2012

Un Napoli inguardabile scivola in Olanda 3-0 contro il Psv




EINDHOVEN - Brutta uscita del Napoli in Olanda. Nel gioco, nel risultato e forse anche nella mentalità. Si perchè Mazzarri per la seconda volta è sceso in campo con una formazione ben diversa da quella che in campionato vola, e se la prima giornata di fronte aveva l'Aik e uno come Vargas faceva la differenza, stasera il Psv ha letteralmente schiacciato El Kaddouri e compagni.

IMPATTO - Si è capito subito che sarebbe stata una serata difficile per i partenopei. Dopo pochi minuti una papera di Rosati portava al gol di Lens, facile facile. A fine primo tempo raddoppio ovvio del Psv, dopo un predominio netto con Mertens. Nella ripresa si parte con Cavani al posto di El Kaddouri, ma il 'Matador' non basta per spostare gli equilibri, e nel finale all'ennesimo svarione su calcio piazzato Rosati capitola ancora sullo stacco di Marcelo.

CONCLUSIONI - Con la vittoria del Dnipro sull'Aik, il Napoli si ritrova fuori dalla zona qualificazione. E il rischio di uscire c'è, perchè adesso c'è la doppia sfida con gli ucraini di Juande Ramos, che si stanno dimostrando sempre più squadra competitiva, e se non si dovesse fare almeno una vittoria e un pareggio la qualificazione passerebbe per la sfida col Psv al 'San Paolo', con gli olandesi in netto vantaggio per la classifica avulsa.
Fonte:Calciomercato.it

mercoledì 3 ottobre 2012

Finanza da Napoli e Figc. «Non ci sono indagati»



ROMA - Gli uomini della Guardia di Finanza hanno trascorso circa mezz'ora negli uffici della Figc a Roma, per acquisire, su mandato della Procura di Napoli, copie dei contratti tra i giocatori e la società Napoli Calcio e tra giocatori e i propri agenti. I finanzieri sono saliti al terzo piano della sede di via Allegri, intorno alle 10, e si sono fatti consegnare dal segretario federale Antonio Di Sebastiano la documentazione relativa alle procedure di acquisto e cessione dei diritti sulle prestazioni sportive dei calciatori partenopei, ai rapporti con gli agenti e alle relative movimentazioni finanziarie. Non si conoscono ancora i nomi dei calciatori e il periodo in cui i contratti sono stati sottoscritti. Secondo l'Agi, poi, i finanzieri sarebbero andati anche nella sede della Filmauro, il colosso cinematografico di Aurelio De Laurentiis, che è anche presidente della SSC Napoli. Al momento non ci sono ancora reazioni ufficiali da parte della società i cui dirigenti sono in viaggio per la trasferta di domani sera in Olanda contro il Psv Eindhoven per il match di Europa League.

LEGALE NAPOLI
- L'acquisizione di documenti da parte della Guardia di Finanza relativa ad alcuni contratti della Società Sportiva Calcio Napoli è "oggetto di un'indagine conoscitiva che consiste in una mera acquisizione documentale su alcuni calciatori. Ma non ci sono indagati né soggetti nei confronti dei quali viene mossa alcuna accusa". Lo ha detto all'ANSA l'avvocato del Napoli Mattia Grassani in merito alle perquisizioni che si sono svolte questa mattina.
Fonte CDS