Più di venti anni, per una tifoseria così calda, è davvero un’eternità ma è questo il tempo trascorso dall’ultimo scudetto del Napoli: questo ventennio, poi, non è stato contraddistinto dalla serenità , ma da una retrocessione, dagli anni della Serie C, dai vari grandi e piccoli cambiamenti che lasciano sempre un segno del loro avvento. Eppure, tutti questi mutamenti son serviti a qualcosa: la tifoseria è diventata più calorosa ma anche più matura, non si respira l’aria di puro vittimismo, i supporters azzurri non si dedicano più alle semplici lamentele ma si cerca di individuare possibili ingiustizie o sbagli della squadra senza tralasciare la magia delle prestazioni dei propri campioni in campo.
Insomma, mentre anni fa vi erano in maggioranza i cosiddetti “tifosi occasionali” che al minimo stop della squadra azzurra puntavano il dito, oggi la tifoseria è cresciuta assieme alla società ed è pronta a sostenere i giocatori del club partenopeo qualsiasi cosa accada: nemmeno la disfatta di San Siro contro il Milan o l’eliminazione dall’Europa League hanno disamorato i supporters, i quali anzi hanno parlato immediatamente di sfortuna e sono stati pronti ad applaudire i propri beniamini, così come hanno alzato bandiere e dedicato cori al Matador Cavani quando tempo fa ha sbagliato un rigore.
Anche la modalità con la quale i sostenitori esprimono la loro passione per il bel calcio dei calciatori del club partenopeo non ha perso l’energia ma al tempo stesso è diventata più educata, equilibrata, sintomo forse di una maggiore sincerità e saggezza. Il Napoli ora è ai vertici della classifica del campionato di Serie A, è ancora presto per dire dove arriverà la squadra azzurra e, come ha suggerito il tecnico Walter Mazzarri, bisogna pensare a ogni partita senza alzare troppo la testa¦ ma sognare è lecito, tenere i piedi per terra è giusto e tifare Napoli seguendo i suoi successi e analizzando i possibili insuccessi è una scelta matura e meravigliosa.
fonte: napolipress
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