domenica 1 maggio 2011

PERILLO: ECCO PERCHE’ MAZZARRI POTREBBE ANDARE VIA DA NAPOLI



Le dichiarazioni rilasciate da Mazzarri dopo la vittoria contro il Genoa sembrano preludere più all’addio che ad una sua conferma in azzurro: ” Per me, essere seri vuol dire, prima si raggiungono gli obiettivi, si vede dove si è arrivati. Poi, ci mettiamo a tavolino, ognuno fa le sue considerazioni. L’allenatore ha dentro di se tante cose tante cose che vive e deve capire bene. Non c’è nulla di strano, l’ho fatto anche lo scorso anno questo discorso. Quando vado in una società, i miei dirigenti sanno che voglio fermarmi, si fanno i bilanci, si vede, si valuta e si fa. Questo è un discorso, penso, serio. Dovrebbe essere per me naturale, ma vedo che, boh…”.
Ha ragione il tecnico quando dice di essere persona seria. Ragione da vendere, visto che lui, da quando è circolata la voce di un interessamento della Juventus, non ha mai detto: “Basta, resto a Napoli e non se ne parla più”. Nessuno a giugno potrebbe, dunque, dargli del falso o del bugiardo se alla fine dovesse lasciare il club partenopeo. Ma la domanda che va posta è un’altra: perché Mazzarri potrebbe andarsene? Perché dovrebbe preferire una Juve tutta da rifondare, ad un Napoli da lui stesso portato in Champions? La risposta se l’è data, indirettamente, da solo, senza che nessuno glielo chiedesse, sempre nel dopo partita del sabato sera: “In Champions ci sono giocatori, squadre di spessore, di tradizione, esperte. Il livello è altissimo, abbiamo visto le difficoltà delle italiane quest’anno, ci vogliono tante cose per poterla onorare al meglio, per non essere meteore o andare a fare brutte figure”.
Sembra di capire che Mazzarri temi che il Napoli non possa garantirgli un organico altamente competitivo per la prossima stagione. Il tecnico toscano ha forse il sospetto che il club azzurro non voglia o non possa, per ragioni di cassa, attrezzarsi adeguatamente per ripetersi ai vertici del calcio italiano e per ben figurare in Champions. Non essendo napoletano verace, non avendo mai sognato da bambino la maglia azzurra, non essendo insomma un tifoso, è comprensibile che possa aver deciso di cambiare società seguendo un proprio progetto professionale.
Mazzarri, però, non dovrebbe prendersela con la stampa. Soprattutto con quella napoletana, di cui mi onoro di fare parte. Qui nessuno ha l’anello al naso. Noi giornalisti partenopei, soprattutto quelli dai quaranta in su, ne abbiamo viste e seguite di tutti i colori e di tutti i tipi nel corso di anni esaltanti e di lunghi periodi tormentati. Che cosa ci vuole a mettersi ora ad un tavolino col presidente De Laurentiis, il dg Fassone e il ds Bigon? E che cosa ci voleva a farlo, non dico assai, un mese fa, quando era chiaro che il Napoli in Champions ci sarebbe comunque andato, magari solo rischiando di arrivare quarto e non secondo o terzo? Evidentemente gli incontri ci sono stati ma i progetti della società e quelli del tecnico non si sposano in pieno.
Le dichiarazioni di De Laurentiis su Inler, pupillo di Mazzarri, sembrano ad esempio indicare una divergenza di opinioni sulle scelte strategiche di mercato. Scendiamo nei dettagli. Nelle ultime ore l’agente di Inler, Dino Lamberti, ha detto a Udineseblog.it: “Le dichiarazioni del presidente De Laurentiis sono state offensive e hanno fatto passare la voglia a Gokhan di andare là”. Lo stesso procuratore del giocatore ha poi indicato proprio nella Juventus una possibile destinazione per Inler: “La Juventus non ha chiesto direttamente di Gokhan ma ci sono stati dei contatti con persone affiliate, ma nulla di concreto”. Se si volesse malignare, si potrebbe pensare che la società bianconera si stia già muovendo per garantire a Mazzarri i giocatori a lui più graditi.
Voci -e sono solo tali- parlano anche di un De Laurentiis che sul mercato estivo non tratterrà con la forza nessuno. Io per primo ho scritto a Pasqua che assisteremo ad una campagna di compravendite scoppiettante. Se dovessero arrivare offerte molto consistenti per uno dei tre gioielli, il patron potrebbe prenderle seriamente in considerazione, dopo essersi garantito, però, l’acquisto di elementi di pari, o quasi, valore. Un po’ come accaduto la scorsa estate, quando per un Cavani in arrivo abbiamo assistito ad un Quagliarella in partenza. Il progetto di crescita del presidente passa per un’attenta gestione finanziaria. Alcuni procuratori bussano continuamente a quattrini, e questo potrebbe condizionare alcune scelte. Mazzarri, che per me è un allenatore bravissimo e di grande personalità, se la sentirebbe di rimettersi in gioco, magari in una piazza quest’anno esaltatasi quasi all’inverosimile? O al contrario ha pensato di fare una scelta, per così dire, alla Mourinho: lasciare quando si è arrivati al top, o quasi, di un progetto? Alla fine se ne andrebbe da vincente, visto lui stesso in settimana ha detto che il Genoa (a mio avviso tecnicamente molto incompleto) avrebbe addirittura un organico superiore a quello del nostro amato Napoli.
fonte: napolimagazine COSA PENSI DI QUESTA NOTIZIA?

Nessun commento:

Posta un commento

Archivio Completo