A un passo dallo storico approdo in Champions League. Questo è il valore dello stentato, sofferto 1-0 acciuffato nel finale di una partita condizionata dalla pioggia battente e contro un Genoa che non ha regalato nulla al Napoli. Chi credeva che il Grifone fosse venuto al San Paolo con le ali basse e la predisposizione all’autoflagellazione, si sbagliava di grosso e ha dovuto mordersi la lingua più volte, quante sono state le opportunità che la formazione di Ballardini è riuscita a creare. Anche nel finale, quando gli azzurri volevano soltanto difendere l’esiguo vantaggio, faticosamente conseguito. Non è stato facile conquistare questi tre punti, probabilmente decisivi ai fini dell’approdo diretto in Champions League, ma soprattutto alla luce delle tre gare che mancano alla fine del campionato. Domenica a Lecce, poi a Fuorigrotta con l’Inter e infine a Torino con la Juve, tutti i punti che gli azzurri avranno in mente di agguantare, dovranno prenderli tra mille sofferenze ed al termine di gare che si annunciano aspre per gli obiettivi che le avversarie hanno intenzione di raggiungere. Non come il Genoa, che se l’è giocata, sì, senza però lanciarsi mai in azioni all’arma bianca. E forse sarebbe stato meglio il Napoli, così avrebbe trovato più spazi. Ballardini ha bloccato la difesa, con Mesto e Criscito a svolgere il ruolo di marcatori piuttosto che di cursori e con Rafinha e Antonelli che a turno venivano a coprire lo schieramento arretrato. Il Napoli, intossicato nei muscoli per le migliaia di chilometri percorsi dal 19 agosto ad oggi, non ha più la continuità di azione, quella con la quale ha stordito quest’anno fior di avversarie. E’ una formazione che vive a sprazzi, soprattutto grazie alle fiammate di Lavezzi, almeno lui, incessante nella sua iniziativa da ogni parte del campo. La differenza tra la squadra un po’ sciapa di Palermo e quella che ieri sera ha afferrato i tre punti, probabilmente, più importanti nella storia recente del club azzurro, sta tutta nella presenza in campo del Pocho. Un po’ di spinta in più c’è stata, soprattutto grazie alla percussione senza tregua di Dossena e del presidio continuo di Marekiaro nei pressi dell’area di rigore del Genoa. Con Cavani ancora sotto tono e sfiancato dall’annata straordinaria, si era capito che solo Hamsik o Lavezzi avrebbero potuto mettere nella porta genoana il pallone della vittoria. Il Pocho ha provato più volte, generosamente e talvolta anche con poca grazia, a regalarsi la rete al San Paolo, dove non va a bersaglio da più di sei mesi, ma il portiere Eduardo è stato miracoloso nel negargli il sigillo con una parata-super sul primo palo. Napoli a quota 68 punti, saldamente al terzo posto e lì si rimarrà al termine della odierna giornata di campionato, mal che vada con i soliti cinque punti di vantaggio sulla Lazio quarta in graduatoria. Sarà complicato per le inseguitrici riuscire a mettere insieme otto, nove punti nelle ultime quattro giornate ed ecco perché, presumibilmente, al Napoli potrebbe bastare anche un altro punto per godersi una lunga vacanza, fino all’inizio del prossimo campionato e in attesa dell’esordio in uno dei gironi della Champions League edizione 2011-2012. Sembrava un sogno fino a ieri l’altro e sta per succedere. Vai Napoli, un altro piccolo sforzo ed è fatta.
Raffaele Auriemma
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