partita Sampdoria-Napoli del 16 maggio 2010 (1-0). Cannavaro e Grava si rifiutarono e risposero anche male a Gianello (lo riferisce lo stesso portiere del Napoli nel suo verbale ai magistrati), ma il tentativo ci fu e su questo ora dovrà indagare la Procura federale. Gianello nel verbale dell’interrogatorio reso ai magistrati lo ammette, e per questo il Napoli sarà chiamato a rispondere per responsabilità oggettiva. Una vera disdetta per i partenopei che potrebbero perdere l’Europa conquistata con la vittoria nella finale di Coppa Italia. L’Uefa, infatti, vieta l’iscrizione alle Coppe europee a società «coinvolte in maniera diretta o indiretta nelle ipotesi di frode sportivaI tesserati Oltre a Gianello, Cannavaro e Grava rischiano un eventuale deferimento per omessa denuncia. Qualcosa di più rischiano i fratelli Cossato per scommesse e per il presunto illecito. Silvio Giusti, già colpito da provvedimenti della giustizia sportiva per il fallimento di una società di calcio non è più tesserato
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