In «Via del Mare» fa caldo per davvero, prima, durante e dopo quello 0-2 che Hamsik e Cavani sigillano a modo loro: lo slovacco (al quinto del primo tempo) con un capolavoro da cineteca (girata al volo dal limite area, su punizione di Inler) ed il matador con un contropiede a campo largo ispirato da Cannavaro e chiuso con la freddezza di chi è alla centesima rete in Italia, alla trentesima stagionale, alla sessantreesima in azzurro.
Lecce-Napoli è monocorde, si gioca su ritmi bassi, viene indirizzata dalla prodezza in apertura di Hamsik e poi controllata da una squadra risorta improvvisamente (due vittorie consecutive che cancellano le precedenti tre sconfitte). C’è poco Lecce, stavolta: reazione blanda, quasi impercettibile. C’è un episodio sospetto in area in apertura di ripresa (contatto Gargano-Di Michele che dà l‘impressione del rigore) ma c’è una superiorità tattica e soprattutto tecnica che emerge nei momenti decisivi, come al sesto della ripresa, quando la difesa di Cosmi è in gita per spiagge e Cavani pianta uno scatto di quaranta metri per rimettersi alle spalle della Lazio, scavalcando l’Udinese, e preparare il rush finale. I giochi non sono fatti, Nè per il terzo posto e né per il terz‘ultimo.
Antonio Giordano COSA PENSI DI QUESTA NOTIZIA?
Nessun commento:
Posta un commento